
Probabilmente cresciuto costretto a fare il callo a storie che toglievano il sonno al resto del mondo, diventando grande Joe Hill non si è smentito. Dietro quello pseudonimo si nasconde Joseph Hillström King, secondo figlio di Stephen King, padre dei peggiori (o migliori) incubi letterari poi diventati horror per il cinema. Nel 2004, Joe dimostra di cosa è capace mandando alle stampe “20th Century Ghosts”, un’antologia di racconti di cui fa parte “Black Phone”, l’inquietante storia di un ragazzino rapito da un maniaco della serie peggiore, che ha come unico alleato un vecchio telefono con i fili tagliati. Ma per certe cose, i fili non servono.
Una vicenda che è piaciuta al regista Scott Derrickson così tanto da decidere di trasformarla in un nuovo incubo per il cinema, affidando al quattro volte candidato agli Oscar Ethan Hawke il ruolo più terrificante della sua carriera. Accanto a lui il debutto del giovane Mason Thames al suo primo ruolo cinematografico, mentre Madeleine Mcgraw interpreta Gwen, la sorellina di Finney, e Jeremy Davies il padre dei due ragazzi.
Il film è ambientato verso la fine degli anni Settanta, un’epoca in cui non c’era ancora traccia di iniziative anti-bullismo e per i ragazzi imparare a difendersi contro i bulli non era altro che un normale rito di passaggio. In più, l’America in quell’epoca era venata di terrore: i serial killer come la Famiglia Manson, lo Strangolatore di Hillside, il Killer dello Zodiaco, il Figlio di Sam, John Wayne Gacy e Ted Bundy dominavano la cronaca nazionale alimentando gli incubi del Paese.
Negli anni '80, a conquistare le prime pagine dei giornali sono gli omicidi di bambini, primo fra tutti la terribile fine di Adam Walsh, un bimbo di 6 anni ucciso in Florida nel 1981. Da un giorno all’altro, l’infanzia americana era cambiata per sempre.
LA TRAMA
Finney, un tredicenne timido e perspicace, viene rapito da un sadico assassino che lo rinchiude in un seminterrato insonorizzato dove urlare serve a poco. Quando un telefono scollegato appeso alla parete inizia a squillare, Finney scopre di poter sentire le voci delle precedenti vittime dell'assassino, pronte a fare di tutto perché ciò che è successo a loro non accada anche a Finney.
LA SCHEDA DEL FILM
Regia: Scott Derrickson
Sceneggiatura: Scott Derrickson e C. Robert Cargill
Soggetto: tratto dal racconto breve di Joe Hill “New York Times 20th Century Ghosts”
Direttore della fotografia: Brett Jutkiewicz
Scenografia: Patti Podesta
Costumi: Amy Andrews
Montaggio: Frédéric Thoraval
Musiche: Mark Korven
Produttori: Jason Blum, p.g.a., Scott Derrickson e C. Robert Cargill
Produttori esecutivi: Ryan Turek e Christopher H. Warner
Produzione: Crooked Highway, Universal Pictures, Blumhouse Productions
IL CAST
Ethan Hawke – il Rapitore
Mason Tames – Finney Shaw
Madeleine McGraw – Gwen Shaw
Jeremy Davies – Mr. Shaw
James Ransone - Max












