CINEMA - «Respect», il successo e i dolori di Aretha Franklin

Pochi giorni fa “Rolling Stones”, il celebre periodico americano di musica, ha riaggiornato le proprie classifiche sui migliori brani di sempre, decretando che “Respect”, uno dei maggiori successi di Aretha Franklin, come la canzone più bella di ogni tempo, capace di lasciarsi alle spalle altri capolavori al pari di “Like a rolling stone” di Bob Dylan, “I can’t get no satisfaction” dei Rolling Stones e “Imagine” John Lennon.

Respect, incisa nel 1965 da Otis Redding, diventa un successo planetario due anni dopo, quando passa attraverso le corde vocali di Aretha Franklin. Racconta la richiesta di una donna al proprio uomo, da cui pretende rispetto, ma nell’epoca del “Civil Rights Movement” e del “Black Power”, diventa la voce della resilienza degli afroamericani e uno slogan cantato da migliaia di persone riversate sulle strade per chiedere giustizia ed equità. Lo ha fatto ancora di recente, dopo la drammatica morte di George Floyd e la nascita del “Black Lives Matter”, la resa dei conti razziale che ha scosso il mondo intero.

Ma Respect è anche il titolo di un film in uscita nelle sale che racconta la carriera e l’esistenza di Aretha Franklin, “Lady Soul”, una delle voci più belle, potenti e culturalmente importanti di ogni tempo. Diretto da Liesl Tommy, il film è interpretato da Jennifer Hudson, premio Oscar nel 2005 per “Dreamgirl”, attrice e cantante legata da sincero affetto alla Franklin, che anni fa le aveva eccezionalmente concesso di aprire un suo spettacolo dal vivo: non lo faceva mai, ma per la Hudson aveva fatto un’eccezione.

Figlia di un predicatore, Aretha cresce con un’educazione rigida e scopre la musica accompagnando i sermoni del padre nel coro di una comunità religiosa di Detroit. Non notare la sua voce è impossibile e le case discografiche che le propongono un contratto fanno la fila: la spunta la “Columbia”, con cui incide il primo album, ma fatto di brani imposti che sembrano quasi voler nascondere il suo talento immenso.

La svolta arriva nel 1967 con la “Atlantic”, quando Aretha ha solo 24 anni ma ha già vissuto per intero la sua prima vita: è madre di due figli di 17 e 15 anni, e un matrimonio turbolento che è riuscita a lasciarsi alle spalle.

A credere in lei è il produttore Jerry Wexler, il primo a capire le enormi capacità di Aretha e i misteri della sua voce, che se lasciata libera è in grado di salire e scendere le ottave con una naturalezza impressionante, alternando esplosioni improvvise di potenza interpretativa.

Lanciata nell’olimpo della musica mondiale, Aretha vive un declino commerciale negli anni Settanta, ma il suo nome torna al posto che merita grazie al successo di “The Blues Brothers”, il film culto degli anni Ottanta in cui interpreta una cameriera. Si spegne a 76 anni, il 16 agosto del 2018, nella sua residenza di Detroit, portata via dalle conseguenze di un cancro al pancreas.

LA TRAMA

Respect è un biopic che segue la vita e la carriera di Lady Soul da quando era bambina fino al successo planetario, ma non nasconde le amarezze di un’artista segnata per tutta la vita da una profonda malinconia che non è mai riuscita a nascondere, capace di raggiungere la notorietà in un momento in cui il colore della pelle faceva la differenza.

La pellicola racconta tanto l’impegno alla ricerca della propria cifra artistica, quanto le difficoltà dell’esistenza: i litigi con il padre, le botte del marito, l’amicizia con Martin Luther King e l’attivismo per la causa degli afroamericani. Una vita vissuta fra luci e ombre pesanti come l’alcol e le droghe, necessarie per vincere lo stress di stare al mondo: errori da cui Lady Soul è sempre riuscita ad uscire a testa alta.

CAST TECNICO

Regia – Liesl Tommy

Sceneggiatura – Tracey Scott Wilson

Produttori – Scott Bernstein, Harvey Mason Jr, Jonathan Glickman, Stacey Sher

Produttori esecutivi – Sue Baden-Powell, Jason Cloth, Aaron L. Gilbert

Case di produzione – Metro Goldwin-Mayer, Bron Studios, Cinesite, Creative Wealth Media Finance, Glickmania

Fotografia – Kramer Morgenthau

Scenografie – Ina Mayhew

Montaggio – Avril Beukes

Costumi – Clint Ramos

Musiche – Kris Bowers

Distribuzione – Eagle Pictures

PERSONAGGI E INTERPRETI

Aretha Franklin – Jennifer Hudson

Reverendo CL Franklin – Forest Whitaker

Ted White – marlon Wayanas

Barbara Franklin – Audra McDonald

Dinah Washington – Mary J. Blige

Jerry Wexler – Marc Maron

Aretha da bambina – Skye Dakota Turner