
Quasi trent’anni fa, Pieraccioni Leonardo da Firenze, classe 1965, debuttava sul grande schermo con “I laureati”, una commedia agro-dolce in cui raccontava il travaglio esistenziale di un gruppetto di trentenni indecisi se crescere o continuare imperterriti a bambineggiare. Era stato un successo clamoroso, seguito l’anno successivo da “Il ciclone”, considerato la vera consacrazione di un nuovo capitolo della comicità toscana. Ma gli anni sono passati trascinandosi i decenni, che per Pieraccioni ha significato mettere insieme un totale di 14 pellicole, anche se non tutte di capaci di eguagliare la freschezza delle prime due, fino a ritrovarsi sull’orlo delle sessanta candeline, quando le storie vanno adeguate al grigio delle tempie. Da sempre alfiere di una comicità gentile, mai volgare, Pieraccioni affonda la sua cifra su vicende dall’happy ending quasi scontato in cui sfiora con eleganza anche argomenti scottanti, ma sempre restando all’interno dei recinti di una moralità che va bene a tutti, dai grandi ai piccoli. Esattamente come accade ne “Il sesso degli angeli”, il suo nuovo film in uscita nelle sale.
“È una storia incentrata sul dubbio e sulla redenzione: fin da quando ho iniziato a scrivere i miei primi film con Giovanni Veronesi ci siamo subito ripromessi di attribuire dei dubbi ad ogni mio personaggio che immaginavamo a seconda dell’età che aveva: a 30 anni venivo travolto dall’amore e a 40 ero un Peter Pan che nonostante l’età non voleva mollare la sua posizione sentimentale. Seguendo questa logica a 50 anni ho iniziato a raccontare i rapporti con una figlia e i primi veri bilanci in cui ci si chiede se nella vita si sono fatte o meno le cose che si sarebbero dovute fare. Per “Il sesso degli angeli” la figura di un prete ci sembrava la più adatta per un dubbio supremo: don Simone è sempre stato un buon sacerdote fermo nelle sue convinzioni e nella sua fede oppure no? Questa fede che lo ha accompagnato in tanti anni c’è ancora oppure è finita? Quando arriva nel bordello svizzero si suppone che i punti interrogativi si debbano sciogliere tutti”.
“Le idee a volte arrivano in un modo strano e impensabile. Stavo scrivendo un altro film quando a un certo punto il mio produttore esecutivo mi ha chiesto notizie sul copione. Gli ho risposto che il lavoro fatto fino ad allora poteva risultare divertente ma che l’idea di base non era poi così accattivante come poteva esserlo ad esempio quella di “un prete di provincia che ereditava un bordello in Svizzera”. Ci siamo guardati in faccia sorpresi, abbiamo fatto una pausa e abbiamo capito che sarebbe stato interessante trasformare in un film quello spunto. Ci siamo così industriati a pensare a tutto quello che, al di là della boutade, poteva derivare da un simile argomento, a partire dal tentativo da parte del protagonista di redimere le ragazze “in vendita” per proseguire poi con i dubbi di un sacerdote 56enne di oggi che si interroga sulla vita che ha vissuto fino a quel momento”.
Nel cast, insieme a Pieraccioni, Sabrina Ferilli nei panni di Lena, la tenutaria del bordello, Marcello Fonte, l’acclamato protagonista di “Dogman” in quelli di Giacinto, l’assistente del prete e il fidato Massimo Ceccherini nelle vesti dello zio dispettoso.
LA TRAMA
Don Simone è un prete di frontiera, con una chiesetta sempre in difficoltà e mai frequentata dai ragazzi che preferiscono “stare insieme” sui social. Un giorno, Don Simone riceve una notizia meravigliosa: un eccentrico zio gli ha lasciato in eredità un’avviatissima attività in Svizzera che potrà risollevare le sorti economiche del suo oratorio sempre deserto. Ma arrivato a Lugano il prete scopre di aver ereditato non un’azienda o un’attività qualsiasi, ma un bordello. Quanto di più distante possa esserci dal suo “mestiere”.
CAST TECNICO
Regia – Leonardo Pieraccioni
Soggetto e sceneggiatura – Leonardo Pieraccioni, Filippo Bologna
Direttore della fotografia – Fabrizio Lucci
Scenografia e ambientazione – Francesco Frigeri
Arredatore – Bianca Pezzati
Costumi – Claudio Cordaro
Montaggio – Patrizio Marone
Fonico di presa diretta – Mirko Pantalla
Musiche – Gianluca Sinibaldi
Truccatore – Francesca Rossi, Giulia Stronati
Parrucchiere – Italo di Pinto, Margherita Santoriello
Trucco Signora Ferilli – Irene Legramandi
Parrucchiere Signora Ferilli – Emiliano Restuccia
Prodotto da Levante con Rai Cinema
Produttore Esecutivo – Alessandro Calosci per Filmotto
Delegato alla Produzione – Paolo Luvisotti
Direttori di Produzione – Mauro Maggioni
Durata - 91’
CAST ARTISTICO
Don Simone – Leonardo Pieraccioni
Lena - Sabrina Ferilli
Giacinto – Marcello Fonte
Margo’ – Gabrielle Giovanardi
Ameriga – Eva Moore
Bella – Maitè Yanes
Alessia – Valentina Pegorer
Mimì la muta – Giulia Perulli
Zio Waldemaro - Massimo Ceccherini
Fininzio – Alessio Scali
Moser - Massimiliano Vado
Notaio Strozzi – Bruno Santini
Jennifer – Gaia Nanni
Padre Castoldi – Fabien Luciani
Don Giovanni – Manlio Dovì












