
Il 20 gennaio scorso, è caduta la seconda e ultima accusa di molestie: Kevin Spacey, due volte premio Oscar (nel 1996 per “I soliti sospetti” e nel 2000 per “American Beauty”), torna nell’olimpo di Hollywood, riprendendosi un posto in cui, dalla metà degli anni Ottanta in poi, ha svettato come uno degli attori più talentuosi e influenti di tutti i tempi.
In mezzo quattro anni di buio e passione iniziati il 29 ottobre 2017, quando nel mezzo del caso Weinstein, il più grande scandalo sessuale nella storia del cinema, la sequenza di nomi celebri su cui si abbattono accuse è ormai una litania quotidiana. Quel giorno, l’attore americano Anthony Rapp accusa pubblicamente Kevin Spacey di aver tentato di sedurlo quando aveva solo 14 anni. La risposta dell’interprete di “House of card” non si fa attendere, ed è clamorosa: oltre a fare coming out dichiarando la propria omosessualità, chiede pubblicamente perdono anche se afferma di non ricordare nulla poiché era in preda all’alcol.
Non è che l’inizio: otto membri della troupe della stessa serie televisiva, compreso Harry, figlio dell’attore Richard Dreyfuss, affermano di essere stati molestati sessualmente da Spacey durante le riprese. Nel giro di poche settimane fanno lo stesso alcuni ex allievi dei corsi di recitazione risalenti ai tempi in cui l’attore oggi 62enne dirigeva il prestigioso “Old Vic Theatre” di Londra. Per la seconda volta, la reazione di Spacey è forte e spiazzante: annuncia pubblicamente il momentaneo ritiro dalle scene per curare una forma di “dipendenza dal sesso” da cui sente di dover uscire.
Sul suo nome cala il silenzio, accompagnato dall’infamia della “cancel culture”, l’oblio che tocca in dote a chiunque finisca nell’enorme ed infamante calderone del caso Weinstein. Nel luglio del 2019, con il ritiro della denuncia, cade la prima accusa, seguita dalla seconda del gennaio scorso. In mezzo, Kevin Spacey ricompare a Roma, dove recita la poesia “Il pugile a riposo” di Gabriele Tinti.
Poche ore fa, l’emittente newyorkese ABC News ha annunciato del ritorno sulle scene di Kevin Spacey, al fianco di Franco Nero e Vanessa Redgrave in “L’uomo che disegnò Dio”, pellicola che sarà interamente girata a Torino a partire dal giugno prossimo. La conferma è arrivata direttamente dalla voce di Franco Nero, regista e interprete, raggiunto dall’emittente newyorkese: “Sono felice che Kevin partecipi al mio film, è un grandissimo attore e non vedo l’ora di iniziare”.
Prodotto dalla torinese “Altrofilm” di Louis Nero, il film si annuncia come una superproduzione che oltre a quello di Kevin Spacey potrà contare su nomi di spicco della cinematografia mondiale come lo scenografo Gianni Quaranta (Oscar per “Camera con vista”), il direttore della fotografia Vittorio Storaro (tre Oscar in carriera), e la costumista Milena Canonero (4 Oscar e 9 nomination).
Poche le indiscrezioni sulla trama, anche se si parla di una storia in cui Spacey avrà il ruolo di un investigatore alle prese con caso di pedofilia, mentre Nero avrebbe tenuto per sé il ruolo di un vecchio professore accusato di molestie.








