
È ufficialmente iniziata la ricerca del nuovo 007, il leggendario agente segreto al servizio di Sua Maestà James Bond, con licenza di uccidere e amare. E per quanto all’apparenza possa sembrare una sciocchezzuola, la faccenda è più complicata di quanto si immagini, specie perché dalle parti Hollywood non è che gli attori facciano la fila per ottenere la parte.
Oltre a possedere l’età giusta – massimo 40 anni, o le scene d’azione sembrerebbero ridicole – è necessario possedere un fascino sottile e malandrino, un’eleganza anglosassone e una discreta prestanza fisica. Ma più che altro, diventare Bond significa assumersi un fardello non indifferente di responsabilità, e assicurare la propria presenza nella saga per almeno un decennio. Qualcosa che impaurisce, perché agli attori capita spesso di finire ingabbiati in un ruolo capace di segnare tutto il resto della carriera.
Pierce Brosnan e Daniel Craig ne sanno qualcosa: scrollarsi di dosso lo smoking impeccabile di 007 non è stato semplice, e ogni altra pellicola realizzata fra un episodio e l’altro ha stentato parecchio, perché agli occhi della gente James Bond è per sempre.
Intervistati da “Variety”, i due produttori della saga più longeva della storia del cinema, Barbara Broccoli e Michael G. Wilson, lo ammettono: “Ci vorranno almeno un paio di anni: quando facciamo un casting per Bond, si tratta di trovare qualcuno disposto a prendersi un impegno lungo 10 o 12 anni, e non tutti sono disposti. Ad esempio è stato abbastanza difficile convincere Daniel Craig”.
Qualche mese fa, nell’ambiente si faceva con insistenza il nome di Idris Elba, scelta che sarebbe diventata epocale, con il primo 007 di colore. Ma lui ha di recente ha dichiarato di non riuscire intravedere Bond quando “si guarda allo specchio”, frase che molti hanno interpretato come un cortese rifiuto. In compenso, Henry Cavill, protagonista di “Superman” si sarebbe autocandidato, mentre cresce la schiera di vedrebbe bene nella parte Theo James (“Divergent”), Nicholas Hoult (la “Bestia” in “X-Men”) o ancora Miles Teller (coprotagonista del recente “Top Gun: Maverick”).
Ma se tutto finisse con la necessità di trovare un bel faccino e la tartaruga sugli addominali, non ci sarebbe che l’imbarazzo della scelta. Invece c’è un altro problema che i produttori sanno di dover affrontare: “Bond si sta evolvendo come si evolvono gli uomini”. Il passaggio di Daniel Craig ha mostrato per la prima volta Bond dal punto di vista emotivo, una svolta di umanizzazione del personaggio che non va abbandonata per strada, chiunque sarà chiamato a vestire i panni di Bond. Restando credibile.








