
Cheese 2025 si conferma la manifestazione internazionale più importante dedicata ai formaggi a latte crudo, ma anche una straordinaria occasione per mettere al centro il cibo come strumento di apertura, dialogo, confronto e pace.
“Per noi il cibo è uno strumento di dialogo: a tavola ci si incontra, si discute, si fa pace. Usare la fame come arma, come strumento di oppressione e morte dei popoli è una aberrazione. Abbiamo bisogno di una cultura di pace. E questo non riguarda solo lo sterminio dei popoli, ma anche il tema del sistema alimentare, perché il cibo deve essere prodotto 'con la Natura', e non contro di essa. Serve un'altra idea di mondo: un mondo in cui il diritto al cibo per tutte e tutti è garantito. È questo il tema che porteremo anche il 12 ottobre prossimo alla Marcia per la Pace Perugia Assisi”, ha dichiarato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.
Come tutti gli eventi di Slow Food, Cheese ha saputo ancora una volta far dialogare la scienza con i saperi tradizionali. Nei quattro giorni dell'evento (dal 19 al 22 settembre), ricercatori e tecnici si sono confrontati con casari, pastori, istituzioni e attivisti, affrontando temi importanti come il latte crudo e la sua relazione con il microbioma, il futuro della montagna, l'importanza della cura dei pascoli e della salvaguardia delle razze autoctone, la coesistenza fra agricoltori, pastori e la fauna selvatica. Tra i relatori che hanno accolto l'invito di Slow Food al confronto Duccio Cavalieri, professore ordinario di Microbiologia dell'Università di Firenze, Piero Genovesi, responsabile per ISPRA della conservazione della fauna e del monitoraggio della biodiversità, Sara Bortolu, CNR Istituto per la BioEconomia, Annick Polese, presidente della Fédération des Fromagers de France, Bartolomeo Griglio, dirigente della Direzione Sanità della Regione Piemonte – Settore Prevenzione, sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare.
L'edizione 2025 rappresenta un importante momento nella storia della manifestazione. La qualità dei formaggi – migliaia di forme proposte dai 400 espositori provenienti da tutta Italia e da 13 Paesi del mondo – ha sposato l'alto livello dei dibattiti e incontrato l'interesse di centinaia di migliaia di visitatori, sensibili ai temi dell'evento come non si erano mai visti. Tantissimi i giovani tra gli espositori, che hanno scelto di fare i pastori e i casari dopo anni di studio, di fatica, di apprendimento.
Cheese è stata innanzitutto una grande festa popolare per la straordinaria presenza di pubblico e di umanità. L’edizione appena conclusa è stata una delle più partecipate di sempre, con appassionati dall'Italia e dall'estero, scolaresche e famiglie, ma anche professionisti e buyer venuti a Bra per stringere nuovi accordi. Un fiume di persone che ha invaso gioiosamente le vie e le piazze di Bra con l'allegria di chi vuole incontrare, degustare, imparare e fare acquisti.
Gli appuntamenti ufficiali in programma hanno registrato il tutto esaurito: i Laboratori del Gusto, le conferenze della Casa della Biodiversità, gli incontri nello spazio Cibo, viaggio e territorio, le attività didattiche nell'area C'è un mondo intorno (sostenuto dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e realizzato grazie al supporto dell'ICQRF, ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari). Tutto esaurito anche per i programmi organizzati negli spazi delle istituzioni regionali.
Tra le novità di questa edizione l'Osteria dell'Alleanza dedicata alle socie e i soci Slow Food, che hanno potuto apprezzare gratuitamente le preparazioni delle cuoche e dei cuochi che aderiscono al progetto (arrivati da tutta Italia), il Chiosco della pizza a cura di Fulvio Marino e dello staff di Fuoco Farina di Alba, lo spazio Distinti Salumi con 19 norcini e produzioni eccellenti di tante regioni italiani: un assaggio dell'evento Distinti Salumi 2026, che si svolgerà in primavera nelle Marche, organizzato da Comune di Cagli, Slow Food Italia e Slow Food Marche.
A Bra si sono incontrati i produttori dei Presìdi siciliani Luca Cammarata (capra Girgentana) e Salvatore Ferrara (maiorchino) e i promotori dell'iniziativa Fieno Solidale, che ha permesso di inviare in Sicilia due carichi di fieno necessari per continuare ad alimentare gli animali durante un periodo di grave siccità.
Cheese serve anche per ricordare chi non c'è più e per lasciare un seme di speranza in sua memoria: ad Alfio Sassella, caricatore d'alpe del Presidio Slow Food dello Storico Ribelle, è stata dedicata la borsa di studio che Slow Food Lombardia ha messo a disposizione per una aspirante pastora o pastore, che potrà partecipare a una masterclass della Scuola di specializzazione per la pastorizia estensiva di Calascio, nata proprio in questi mesi, e gestita da Slow Food Italia e da Dream Italia.
Cheese è dedicato ai formaggi, ma non per questo dimentica o ignora quel che sta succedendo nel mondo. L'evento, fin dall'apertura ufficiale, ha riaffermato con forza il diritto al cibo per tutte e tutti e ha previsto alcuni momenti molto speciali, dedicati al Medio Oriente e al percorso necessario per riportare la pace in Palestina. In particolare, sono stati presentati il progetto dei vini dei Salesiani del Monastero di Cremisan, vicino a Betlemme (in Cisgiordania) e quello per costruire la Scuola Juzoor nel villaggio di Khallet Taha, a sud di Hebron.
Cheese ha avuto anche l'onore di ospitare la cuoca e divulgatrice palestinese Fidaa Abuhamdiya, che, nonostante la situazione drammatica, continua a pensare che il cibo sia uno strumento prezioso per raccontare la sua Palestina e sogna di “sedersi a tavola e mangiare un piatto in compagnia senza pensare alle bombe che cadono accanto. Non dover fare i conti con le difficoltà del procurare qualcosa da mangiare”.











