
Il mondo sta entrando nell’Anno del Cavallo di Fuoco, animale simbolo della trasformazione e dell’energia necessaria per voltare pagina.
Sono iniziati oggi i festeggiamenti per il Capodanno Cinese, una festa che da tradizione del popolo asiatico è diventata collettiva, e dalla Cina alle “Chinatown” di tutto il mondo, centinaia di milioni di persone inaugurano un ciclo.
Il calendario lunisolare non conosce date fisse: il nuovo anno scatta con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno e dà il via a due settimane di celebrazioni che culminano nella Festa delle Lanterne. Ma la festa, in realtà, comincia molto prima, con la corsa a tornare a casa. È il tempo del “Chunyun, la migrazione stagionale più imponente al mondo: treni esauriti, voli strapieni, autostrade sature, milioni di persone in viaggio con l’obiettivo di sedersi alla cena della vigilia con la famiglia.
La festa affonda le radici nella leggenda del mostro Nian, creatura che temeva i rumori forti e il colore rosso: da qui l’esplosione di petardi, tamburi, lanterne scarlatte e decorazioni beneauguranti che ancora oggi dominano strade e case. Una tradizione millenaria che convive con fenomeni contemporanei come i social e i meme virali.
Quest’anno, per esempio, a conquistare il pubblico è stato un cavallo di peluche diventato celebre per un difetto di fabbrica (la bocca cucita al contrario, in un’espressione malinconica) trasformato in portafortuna pop, con vendite decollate online.
Il Capodanno lunare è anche spettacolo mediatico. Il tradizionale gala televisivo di Capodanno, seguito da centinaia di milioni di spettatori, è diventato una vetrina di innovazione. Protagonisti dell’edizione più recente robot umanoidi capaci di capriole, salti mortali e coreografie sincronizzate con ballerini in carne e ossa.
Accanto alla tecnologia, spazio a compagnie di danza internazionali che condividono il palco con gruppi folkloristici delle minoranze etniche cinesi.
Anche Torino entra nel ritmo festoso con un calendario di iniziative che trasforma la città in un piccolo laboratorio di culture. Dal 16 febbraio al 2 marzo, il capoluogo piemontese celebra il “Chunjie” — la Festa di Primavera — con eventi in vari luoghi cittadini, dalla Mole Antonelliana a Piazza Castello, dalla Galleria Umberto I al Teatro Valdocco.
Il momento più atteso è il “Capodanno Cinese sotto la Mole”, con la celebre cupola torinese che si illumina di rosso e accoglie la proiezione del carattere cinese 福 (fù, “fortuna”), un augurio di prosperità e felicità.
Nel corso delle due settimane, la città ospita anche flash mob, laboratori di calligrafia, cerimonie del tè, taglio della carta e momenti di approfondimento su tradizioni e patrimoni culturali, molti dei quali ad ingresso libero o con prenotazione facoltativa.
Ma la festa è ovunque: da Milano a Manila, da New York a Edimburgo, il Capodanno lunare colora le città con parate con draghi danzanti, spettacoli, mercatini e menù speciali trasformano interi quartieri in palcoscenici a cielo aperto.
Il viaggio nel nuovo anno passa inevitabilmente dalla cucina: nel nord della Cina trionfano i ravioli, mentre al sud domina la torta di riso glutinoso, accanto agli immancabili noodles lunghissimi per augurare longevità e pesce per l’abbondanza.
Nel ciclo zodiacale cinese il Cavallo è sinonimo di dinamismo, e associato al fuoco amplifica vitalità e slancio. La combinazione ritorna ogni sessant’anni e porta con sé fama di anno “movimentato”, talvolta persino turbolento, ma carico di possibilità.








