
Giampaolo Pansa
1 ottobre 1935 - 12 gennaio 2020
Non era solo uno dei più grandi giornalisti italiani, testimone e voce di grandi fatti di cronaca come il disastro del Vajont e la strage di piazza Fontana, ma capace addirittura di inventare uno stile destinato a fare scuola. Appassionato di storia, antifascista per eccellenza, due anni fa era cambiato profondamente dopo la morte improvvisa del figlio Alessandro, ucciso a 55 anni da un infarto.
Pietro Anastasi
7 aprile 1948 – 17 gennaio 2020
è stato il figlio Gianluca, pochi giorni dopo, a rivelare che “Pietruzzo”, 71 anni, se n’è andato chiedendo la sedazione assistita dopo aver scoperto di essere affetto da Sla. Catanese di nascita, per 8 stagioni aveva indossato la maglia della Juventus in 258 partite realizzando 78 reti, poi dall’essere considerato uno dei migliori attaccanti della sua generazione, aveva vissuto una veloce parabola discendente restando comunque impresso nel cuore dei tifosi.
Kobe Bryant
23 agosto 1978 – 26 gennaio 2020
La prima morte eccellente dell’anno, e una delle più inattese: la stella dell’NBA e dei Los Angeles Lakers, con cui ha vinto 5 titoli, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 e di Londra nel 2012 con la Nazionale statunitense, il 26 gennaio precipita con il suo elicottero privato in una zona impervia della California insieme ad altre sette persone, fra cui la figlia.
Kirk Douglas
9 dicembre 1916 – 5 febbraio 2020
Se n’è andato a 103 anni, conquistando un ultimo record difficile da battere: quello di più anziano vincitore di un premio Oscar ancora in vita. Leggendario attore della “golden age” di Hollywood, aveva debuttato nel 1946 ne “Lo strano amore di Marta Ivers” di Lewis Millestone e chiuso la carriera nel 2004 con “Illusion”, di Michael Goorjan: in mezzo ben 73 pellicole, alcune delle quali entrate direttamente nella storia del cinema, come “Ulisse” (1954), “Sfida all’O.K. Corral” (1957), “Orizzonti di gloria” (1957) e “Spartacus” (1960).
Flavio Bucci
25 maggio 1947 – 18 febbraio 2020
Nato a Torino da una famiglia del profondo sud, dopo la scuola del teatro stabile debutta nel cinema diretto da Elio Petri nel 1971 (La classe operaia va in paradiso), ma la notorietà arriva quattro anni dopo con “Ligabue”, lo sceneggiato televisivo di Salvatore Nocita dedicato al grande pittore naïf. Recita diretto dai più grandi registi italiani, ma alterna il cinema con la televisione, il doppiaggio e il teatro. Attore dal carattere irrequieto, ha tre figli da due matrimoni, entrambi finiti, e negli ultimi anni, quasi ridotto in povertà, trova rifugio a Passoscuro, nei pressi di Roma: “Non è stato facile starmi vicino”, aveva ammesso in una delle ultime interviste.
Katherine Johnson
26 agosto 1918 – 24 febbraio 2020
A 101 anni, se n’è andata una delle prime scienziate afro-americane a lavorare per la “Nasa”, dando il proprio fondamentale contributo per la riuscita delle missioni spaziali insieme alle colleghe Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Autrice di 256 pubblicazioni scientifiche, nel 2015 era stata insignita da presidente Obama della Medaglia Presidenziale per la Libertà, mentre la Nasa le intitolava un nuovo impianto, il “Langley Reserach Center” di Hampton. La sua vicenda è raccontata nel film “Il diritto di contare” (Hidden Figure).
Suor Germana
3 luglio 1938 – 7 marzo 2020
La chiamavano “la cuoca di Dio”, ma per tutti era suor Germana, autrice di una serie sconfinata di libri e ricettari iniziata quando ancora nessuno pensava ai reality. Martina Consolaro, il suo vero nome, era nata nel vicentino entrando nelle suore del “Famulato Cristiano” a 19 anni. Il primo libro nel 1983 (Quando cucinano gli angeli), l’ultimo nel 2016 (Il ricettario di Suor Germana: 30 anni di cucina casalinga). Si è spenta a 81 anni in una casa di riposo in Lombardia, dove da tempo aveva scelto di vivere.
Gianni Mura
9 ottobre 1945 – 21 marzo 2020
Giornalista e scrittore milanese, “quasi per caso”, come amava raccontare, lascia come lezione per le generazioni future pagine memorabili dello sport e dell’Italia, dal calcio al ciclismo. Allievo prediletto di Gianni Brera, con cui condivideva l’acume, lo stile sferzante e la buona tavola, tirando tardi con gli amici fra briscole e scope. Nel 2007 esce il suo primo romanzo, “Giallo su giallo”.
Max Von Sydow
22 gennaio 1930 – 22 marzo 2020
Attore svedese naturalizzato in Francia, aveva debuttato nel 1957 con il leggendario “Il settimo sigillo”, capolavoro di Igmar Bergman: l’anticipazione di una galleria di pellicole di enorme successo come “La più grande storia mai raccontata” (1965), “L’esorcista” (1973), “I tre giorni del Condor” (1975), “Fuga per la vittoria” (1981) “Star Wars, il risveglio della forza” (2015). Muore a 90 anni nella sua casa di Parigi.
Lucia Bosè
28 gennaio 1931 - 23 marzo 2020
Attrice italiana naturalizzata spagnola, miss Italia 1947, insieme alla Loren, la Lollobrigida e la Pampanini è stata una delle “maggiorate” del cinema italiano. La nota Luchino Visconti mentre lavorava come commessa in una pasticceria milanese. A lungo compagna di Walter Chiari, nel 1955 sposa il torero Luis Dominguin, da cui ha tre figli. Muore a Segovia, a 89 anni, per le complicazioni di una polmonite da Covid-19.
Albert Uderzo
25 aprile 1927 – 24 marzo 2020
Figlio di emigranti italiani in Francia, a 13 anni viene assunto come ritoccatore di fotografie, grafico e correttore di bozze da una casa editrice. Nel 1945 inventa il personaggio di “Clopinard”, ma è l’incontro con René Goscinny a cambiargli per sempre la vita: i due ideano prima “Jehan Pistolet” e “Luc Junior”, poi nel 1959, sul primo numero di “Pilote”, esce la prima avventura di “Asterix il gallico”, destinato a diventare un successo mondiale più volte trasferito anche sul grande schermo. Nel 1977, alla morte di Goscinny, Uderzo decide di continuare la grande avventura di Asterix fino al 2005.
Stirling Moss
17 settembre 1929 – 12 aprile 2020
Una delle leggende della Formula 1 e dello sport britannico, vincitore di 16 GP e di gare come la “Mille Miglia” e “Le Mans, ma con il cruccio di non aver mai conquistano nessun mondiale. A renderlo amatissimo lo stile di guida, l’abilità e il coraggio, nel 1962 resta 30 giorni in coma dopo un incidente a Goodwood.
Luis Sepulveda
4 ottobre 1949 – 16 aprile 2020
Scrittore cileno naturalizzato in Francia, autore di poesie, romanzi e racconti, aveva conquistato la scena internazionale nel 1989 con “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”. Nel 1996 pubblica “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, romanzo di enorme successo. Contagiato dal virus mentre si trovava in Portogallo, muore in un ospedale di Oviedo.
Little Richard
5 dicembre 1932 – 9 maggio 2020
Figura di enorme influenza nella storia della musica, è universamente considerato uno dei padri del rock’n’roll, genere che interpretava in modo trasgressivo e oltraggioso mescolandolo con profonde venature soul e funk. Uno dei suoi più grandi successi, “Tutti frutti”, nel 2010 è stata inserita nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per il “sound irresistibile e un’interpretazione vocale unica che hanno annunciato una nuova era della musica”.
Ezio Bosso
13 settembre 1971 – 15 maggio 2020
Direttore d’orchestra, pianista e compositore torinese, debutta nelle file degli “Statuto”, poi sceglie la carriera solista girando diverse orchestre europee. Nel 2011 gli viene diagnosticata una malattia neurodegenerativa che fino al 2019, quando perse l’uso delle mani, non gli ha impedito di portare la sua musica ovunque, compresa una commovente apparizione al Festival di Sanremo 2016.
Michel Piccoli
27 dicembre 1925 – 12 maggio 2020
Più di 200 apparizioni tra cinema e televisione, diretto da alcuni fra i più importanti registi d’ogni tempo, l’avevano consacrato come uno dei più amati volti della cinematografia francese. Attore eclettico, aveva debuttato a 20 anni fino ad incontrare Luis Buñuel, con cui inizia una lunga collaborazione artistica. Nel 2011, in una delle sue ultime interpretazioni, aveva impersonato il Santo Padre in “Habemus Papam” di Nanni Moretti.
Gigi Simoni
22 gennaio 1939 – 22 maggio 2020
L’allenatore dal volto gentile che nel 1998 aveva portato l’Inter a conquistare la Coppa Uefa a Parigi, si spegne a 81 anni dopo una lunga malattia. Nella lunga carriera sportiva prima come giocatore (Torino, Brescia, Genoa), e dopo come allenatore, finisce sulle panchine di Lazio, Napoli, Inter e Torino, lasciando ovunque il ricordo di un gentiluomo del calcio.
John Peter Sloan
27 febbraio 1969 – 25 maggio 2020
L’inglese che si era innamorato dell’Italia al punto da voler insegnare la lingua anglosassone agli italiani usando l’inedita chiave dell’ironia. Era nato a Birmingham e dopo aver girovagato per l’Europa si era stabilito in Italia lavorando come comico, attore, commediografo, opinionista e inviato per diverse trasmissioni televisive. Si spegne all’improvviso a soli 51 anni a Menfi, in Sicilia, dove viveva da alcuni anni, per le conseguenze di un’insufficienza respiratoria.
Christo
13 giugno 1965 – 31 maggio 2020
Insieme a Jeanne-Claude, sua moglie, aveva dato vita ad un progetto artistico di land opere basato su opere di grandi dimensioni. Gli interventi su paesaggi che modificano imballandoli o coprendoli con enormi teli, fanno il giro del mondo. Nel 2009, Christo era rimasto solo dopo la scomparsa improvvisa della moglie, annunciando di voler completare le opere che avevano in mente: “The Floating Piers”, la passerella sul lago d’Iseo del 2016 e “The London Mastaba”, una piattaforma di barili colorati sul Serpentine Lake di Hyde Park, a Londra.
Roberto Gervaso
9 luglio 1937 – 2 giugno 2020
Giornalista, scrittore e aforista dalla penna pungente e provocatoria, volto televisivo reso riconoscibile dal vezzoso cravattino, aveva esordito sotto l’ala di Indro Montanelli, con cui firma i sei volumi di “Storia d’Italia” vincendo il Premio Bancarella. I suoi libri, soprattutto le celebri biografie di personaggi storici, sono stati tradotti in 10 Paesi diversi.
Mario Corso
25 agosto 1941 – 20 giugno 2020
“Mariolino”, così i tifosi dell’Inter chiamavano uno dei calciatori più “atipici” mai apparsi nel campionato italiano e con la maglia della Nazionale. Quando ancora i numeri sulle maglie avevano un senso, a lui avevano assegnato l’11, anche se non era un’ala sinistra e neanche un attaccante, tranne nelle giornate in cui qualcosa di risvegliava ed era capace di trascinare la squadra con lanci millimetrici e battere punizioni “a foglia morta”.
Joel Schumacher
29 agosto 1939 – 22 giugno 2020
Regista e sceneggiatore newyorkese, prima di passare alla regia di successi degli anni Ottanta come “St. Elmo’s Fire” e “The Lost boys” era entrato nel cinema come costumista di Woody Allen. Nel 1995 firma “Batman Forever”, seguito da “8mm, delitto a luci rosse”,”Bad Company, protocollo Praga”, fino all’ultimo successo, “House of Cards”, nel 2013.
Ennio Morricone
10 novembre 1928 – 6 luglio 2020
Si spegne a 91 anni per le conseguenze di una frattura l femore. Autore di oltre 100 classici, deve la fama mondiale come compositore di colonne sonore: dai western all’italiana di Sergio Leone, Duccio Tessari e Sergio Corbucci, impreziosisce pellicole di John Carpenter, Brian de Palma, Barry Levinson, Oliver Stone, Roman Polanski e Quentin Tarantino. Dopo cinque candidature, nel 2007 aveva ricevuto l’Oscar alla carriera.
Naya Rivera
12 gennaio 1987 – 8 luglio 2020
Ha commosso il mondo, la tragica fine di una delle attrici più amate della serie “Glee”, in cui interpretava la cheerleader Santana Lopez. Di origini portoricane e tedesche, inserita nell’elenco delle 100 donne più sexy del pianeta, reduce da un turbolento matrimonio con l’attore Ryan Dorsey, l’8 luglio scorso era uscita in barca sul lago Piru, in California, insieme al figlio di quattro anni, Josey. Ore dopo, il piccolo fu ritrovato da solo in barca, mentre per ritrovare il corpo dell’attrice furono necessari 5 giorni di ricerche.
Kelly Preston
12 ottobre 1962 - 12 luglio 2020
Lottava da anni contro una forma aggressiva di tumore al seno, e da tempo aveva scelto di dedicare buona parte del suo tempo ad un’organizzazione no-profit che si occupa di salute ambientale per i più piccoli. Nel 1991, in seconde nozze, aveva sposato l’attore John Travolta, da cui ha avuto tre figli, uno dei quali (Jett), morto 10 anni.
Olivia de Havilland
11 luglio 1916 – 25 luglio 2020
Due premi Oscar nella carriera dell’attrice su cui il gossip di Hollywood si era divertito per l’accesa rivalità con la sorella, Lilian Fontaine, anch’essa attrice. Elegante e raffinata, Olivia aveva debuttato nella trasposizione per il grande schermo dell’opera shakespeariana “Sogno di una notte di mezza estate”, diretta da Max Reinhardt, raggiungendo la fama nel 1939 per l’interpretazione della dolce e coraggiosa Melania Hamilton in “Via col vento”. Muore per cause naturali a Parigi, nel suo appartamento al Bois de Boulogne, a 104 anni.
Gianrico Tedeschi
20 aprile 1920 – 27 luglio 2020
Vero decano del teatro italiano, poteva dire di aver passato una vita in scena, diventando popolare in televisione quanto raffinato sulle tavole dei palcoscenici. Da anni viveva a Crabbia, sul lago d’Orta, raccontava di aver imparato l’arte della recitazione in un campo di concentramento,. Nel 1947 lo vuole Giorgio Strehler: è l’inizio di una carriera che lo porta a lavorare con registi come Luchino Visconti e Luca Ronconi, ma è capace di alternare la rivista e la commedia musicale di Garinei e Giovannini.
Alan Parker
14 febbraio 1944 – 31 luglio 2020
“Saranno Famosi”, “Mississippi Burning”, “Evita”, “Fuga di mezzanotte”: sono alcuni dei film diretti dal regista inglese vincitore di 10 premi Oscar e altrettanti Golden Globes. Aveva iniziato a lavorare nel mondo della pubblicità, debuttando sul grande schermo nel 1975 con il film in costume “Busgy Malone, piccoli gangsters”, ma è dalla seconda regia “Fuga di mezzanotte” (1977) che Parker lascia il segno. Appassionato di musica, nel 1982 porta sul grande schermo “The Wall”, la versione cinematografica del doppio album dei Pink Floyd, dettando le regole dei film musicali a venire. Negli ultimi anni si era dedicato alla pittura: “È confortante poter fare qualcosa di creativo senza l’aiuto di altre 100 persone”.
Sergio Zavoli
21 settembre 1923 – 4 agosto 2020
Maestro del giornalismo televisivo, ideatore di programmi storici e presidente della Rai fra il 1980 ed il 1986, era stato giornalista sportivo, opinionista, scrittore e direttore del “Mattino” di Napoli. Poco prima di morire, a 96 anni, aveva chiesto di essere sepolto a Rimini, accanto a Federico Fellini.
Franca Valeri
31 luglio 1920 – 9 agosto 2020
Era riuscita a festeggiare da pochi giorni il centesimo compleanno, restando una delle attrici di cinema e teatro più note e amate per la lunga carriera da caratterista. Aveva lavorato molto per il cinema negli anni Settanta, inventando i personaggi che l’hanno resa indimenticabile: la “signorina snob”, “Cesira la manicure” e la “sora Cecioni”. Nel decennio successivo aveva preferito concentrarsi sulla televisione e le regie teatrali.
Cesare Romiti
24 giugno 1923 – 18 agosto 2020
Manager dai modi grintosi, figura di riferimento di “Mediobanca” e traghettatore della Fiat nell’autunno caldo del 1980, era finito nel calderone di Tangentopoli rimediando una condanna per falso in bilancio, finanziamento illecito ai partiti e frode fiscale. Dopo l’uscita dalla Fiat rifiuta le offerte di Mediaset e della Zanussi mettendosi al comando di “Gemina”, società che controllava la “RCS”, e della “Impregilo”.
Arrigo Levi
17 luglio 1926 – 24 agosto 2020
Era modenese di nascita, ma si considerava un cittadino del mondo, quello che aveva attraversato più volte come inviato e corrispondente per le più grandi testate italiane. Direttore de “La Stampa” fra il 1973 e il 1978, anni assai difficili, aveva condotto telegiornali, lavorato per la “BBC” a Londra e come columnist per il settimanale americano “Newsweek”.
Chadwick Boseman
29 novembre 1976 – 28 agosto 2020
Aveva solo 43 anni e da tempo lottava contro il cancro, ma questo non gli ha impedito di lasciare un segno indelebile nella storia di Hollywood. Il suo ruolo più importante resta “Black Panther”, il primo supereroe afroamericano, ma fin dall’inizio della sua breve carriera, Boseman aveva scelto ruoli di peso: era stato il campione del baseball Jackie Robinson in “42” James Brown in “Get on Up”. Poco prima di morire, ha sposato la sua compagna, Taylor Simone Ledward.
Philippe Daverio
17 ottobre 1949 – 2 settembre 2020
Storico e critico dell’arte, galleria, accademico ma soprattutto divulgatore. Francese di origini, era diventato un volto noto grazie a diversi programmi televisivi, oltre ad un look riconoscibile e una voce particolare. Si è spento a Milano a 70 anni a causa di un tumore.
Juliette Gréco
7 febbraio 1927 - 23 settembre 2020
Icona della canzone francese, cresciuta artisticamente fra gli esistenzialisti dei café bohemienne di Saint-Germain-des-Prés, era diventata la musa di artisti come Miles Davis, Jacques Prévert, Serge Gainsburg, Boris Vian e Jean Paul Sartre. Femminista in anticipo sui tempi, spesso la sua vita diventa oggetto di scandalo. Hollywood, grazie al matrimonio con il magnate Darryl Zanuck, l’aveva tentata con un paio di pellicole, ma è uno sceneggiato televisivo, “Belfagor” a consacrarla come un’attrice dal fascino sensuale e ambiguo. Fra le canzoni più celebri “Le fueilles mortes”, “Sous le ciel de Paris”, ambedue diventate simbolo e colonna sonora di una Parigi che non c’è più. È morta a 93 anni nella residenza di Ramatuelle, in Provenza.
Kenzo Takada
27 febbraio 1939 – 4 ottobre 2020
SI era ritirato ufficialmente nel 1999, dopo aver creato dal nulla il celebre marchio che ancora oggi porta il suo nome. Giapponese di nascita, aveva trovato la sua patria a Parigi, dove negli anni ’70 aveva iniziato aprendo una boutique dove vendeva le sue creazioni: le copertine delle più grandi riviste e le passerelle mondiali sarebbero arrivate pochi mesi dopo. Instancabile, alla moda alternava spesso la creazione di costumi per il teatro ed il cinema, creando più una linea maschile e una linea di profumi. Muore a 83 anni in un ospedale di Neuilly-sur-SeinE, per le complicanze del Covid-19.
Eddie Van Halen
26 gennaio 1955 – 6 ottobre 2020
Fondatore dell’omonima band heavy metal e autentica leggenda del rock, si arrende ad un cancro ai polmoni a soli 65 anni. Olandese di origini, è considerato uno dei più grandi virtuosi della chitarra grazie all’invenzione del “tapping”, la tecnica di suonare il manico della chitarra con entrambe le mani.
Gianfranco De Laurentiis
13 gennaio 1939 – 14 ottobre 2020
Elegante, competente, discreto: sono solo tre degli aggettivi con cui l’Italia ha voluto descrivere uno dei volti più noti del giornalismo sportivo italiano. Per 30 anni, ha raccontato lo sport in televisione conducendo decine di rubriche, fra cui “Diretta Sport”, “Dribbling”, “Domenica Sprint”, “Pole Position”, entrando nelle case degli italiani con garbo e pacatezza. Romano, classe 1939, dopo gli inizi al “Corriere della Sera” era entrato in “Rai” nel 1972.
Alfredo Cerruti
28 giugno 1947 – 18 ottobre 2020
Quando l’ironia era “una cosa seria”, Alfredo Cerruti ci aveva creduto fondando con un gruppo di amici gli “Squallor”, band che non esisteva se non in studio, dove registravano album demenziali e politicamente scorrettissimi che andavano a ruba. Ma Cerruti è stato soprattutto un produttore discografico e autore televisivo che in Renzo Arbore aveva trovato un’altra spalla perfetta. Alla metà degli anni Settanta, la relazione con Mina aveva riempito le pagine di gossip.
Sean Connery
25 agosto 1930 – 31 ottobre 2020
Il primo, e forse l’unico, volto cinematografico di James Bond, s è spento a 90 anni nella sua villa di Nassau, alle Bahamas. Orgogliosamente scozzese, vegano e ambientalista convinto, era nato in una modesta famiglia operaia. Si fa notare come concorrente di Mister Universo nel 1953 e dopo piccoli ruoli marginali i produttori di 007 lo scelgono nel ruolo dell’agente segreto più celebre di sempre. In carriera interpreta oltre 40 film, diretto da Hitchock, Terence Young, Sidney Lumet, John Houston e Brian De Palma: ha vinto un Oscar, due Bafta e tre Golden Globe.
Gigi Proietti
2 novembre 1940 – 2 novembre 2020
È un lutto nazionale, la notizia della morte del grande mattatore romano, scomparso nel giorno del suo 80esimo compleanno. L’ultima ironia di un attore, drammaturgo e regista poliedrico e geniale dalla carriera lunghissima, capace di attraversare mezzo secolo alternando set e palcoscenici.
Stefano D’Orazio
12 settembre 1948 – 6 novembre 2020
È un altro shock per tutta l’Italia, la morte dello storico batterista dei “Pooh”, la più longeva band italiana, che aveva chiuso la propria storia nel 2016. D’Orazio, riccioluto e simpatico musicista romano, se n’è andato a 72 anni per il Covid, diventato una complicazione per uno stato di salute già precario. Sposato da appena tre anni con la sua Tiziana, dall’uscita dai Pooh era diventato produttore di musical.
Diego Armando Maradona
30 ottobre 1960 – 25 novembre 2020
A 60 anni, accompagnato da uno strascico di polemiche, accuse e sospetti, se ne va il “Pibe de Oro”, uno dei più leggendari e talentuosi eroi del pallone mai apparsi in uno stadio. Autore di una carriera strepitosa costellata da 312 reti segnate in 588 partite, ma anche di problemi per via di eccessi e problemi con la giustizia, è morto nella sua residenza di Tigre, ufficialmente per edema polmonare acuto causato da insufficienza cardiaca.
Daria Nicolodi
19 giugno 1950 – 26 novembre 2020
Fiorentina di nascita, si era avvicinata al cinema con Elio Petri e Carmelo Bene, ma l’incontro con il regista Dario Argento, durante i casting di “Profondo Rosso”, le avrebbe cambiato la vita per intero. Dall’incontro nasceranno due figlie, Anna e Asia, la prima morta in un incidente stradale nel 1994. Oltre che attrice per gli horror del marito, la Nicolodi collabora anche in veste di sceneggiatrice in numerose pellicole fino al 1985, quando il rapporto con Argento termina ufficialmente, anche se apparirà ancora nel 2007 ne “La terza madre”.
Paolo Rossi
23 settembre 1956 – 9 dicembre 2020
Per tutti era e resterà l’eroe assoluto del “Mundial” spagnolo del 1982, quando era riuscito a trascinare gli Azzurri in cima al mondo strapazzando nazionali che grondavano di campioni. Nato a Prato, in carriera aveva indossato la maglia di Vicenza, Como, Perugia, Milan, Verona e Juventus. Se n’è andato a 64 anni, portato via da un tumore ai polmoni scoperto pochi mesi prima: ai funerali si sono stretti i suoi compagni di squadra dell’82 e l’Italia intera.
John Le Carré
19 ottobre 1931 – 12 dicembre 2020
Il maestro del thriller e del filone dello spionaggio, da ex agente segreto dell’MI6 britannica aveva scelto uno pseudonimo al suo vero nome: David John Moore Cornwell. ha saputo unire fantasia e creatività alle vere tecniche spionistiche. Nel 1963, dopo i primi due romanzi (“Chiamata per il morto”, 1961, “Un delitto di classe”, 1963) pubblica il suo capolavoro, “La spia che venne dal freddo”, diventato una spy story per il grande schermo con la parte del protagonista affidata a Richard Burton. Abile nella narrazione, sofisticata, arguta e venata di una sottile ironia tipicamente inglese, da anni Le Carré si era ritirato in Cornovaglia insieme alla seconda moglie Valerie e al figlio Nicholas.
Claude Brasseur
15 giugno 1936 – 22 dicembre 2020
In Italia era noto soprattutto per il ruolo del padre di Sophie Marceau ne “Il tempo delle mele”, film di enorme successo del 1980. Ma la carriera di Brasseur è stata ben più corposa, con oltre 100 pellicole interpretate: da “Il fantastico Gilbert” del 1956 a “Tutti in piedi”, l’ultimo film, nel 2018. La consacrazione arriva con il “César” per “Certi piccolissimi peccati” (1976) e “Guerra tra polizie” (1979). Nato in una famiglia di attori, ha scelto di riposare al cimitero parigino di Père-Lachaise, accanto alla tomba del padre, Pierre Brasseur.
Stella Tennant
17 dicembre 1970 – 22 dicembre 2020
A soli cinque giorni dal 50esimo compleanno, se n’è andata una delle più celebri modelle di ogni tempo, capace di segnare gli ultimi 30 anni di storia, costume e moda. Considerata una top model “aristocratica”, era nata effettivamente in una nobile famiglia inglese: a scoprirla, quando aveva 23 anni, era stato un giornalista di “Vogue”. Debutta sulle passerelle nel 1994, esibendo una magrezza che aveva fatto scandalo: diventerà il volto per campagne pubblicitarie, copertine e passerelle.
Pierre Cardin
2 luglio 1922 – 29 dicembre 2020
Un italiano di provincia: Pierre Cardin, nome d’arte di Pietro Costrante Cardin, non aveva mai smesso di sentirsi addosso le origini italiane, anche se la Francia l’aveva adottato e consacrato come uno dei più grandi couturier del secolo scorso, capace di mescolare lo stile italiano a quello transalpino come a nessun altro era mai riuscito. Aveva iniziato nel 1947 come capo della sartoria di Christian Dior, e quattro anni dopo si era messo in proprio, sviluppando la dote innata di saper anticipare il futuro e le tendenze della moda osservando la gente per la strada. Si è spento a 98 anni nell’ospedale americano di Neuilly-sur-Seine, nei dintorni di Parigi.












