
16 gennaio: Phil Spector
Negli anni Sessanta, in piena rivoluzione musicale, aveva stravolto il modo di concepire la sala d'incisione ideando il “Wall of Sound”. Performer ma soprattutto produttore, vive la fase finale della leggenda dei Beatles, voluto con forza da John Lennon alla consolle per le registrazioni di “Let it Be”, malgrado il parere contrario di Paul McCartney. Nel tempo lavora con Tina Turner, Leonard Cohen e i Ramones, fino a guadagnarsi l’ingresso nella “Rock’n’Roll Hall of Fame”. Affetto da depressione, amante del gioco d’azzardo, dell’alcol e delle armi da fuoco, finisce in galera per la morte della modella Lana Clarkson, uccisa in circostanze mai chiarite. Muore in detenzione a 81 anni per complicazioni legale al Covid.
23 gennaio: Larry King
A 88 anni, se ne va il padre di tutti i conduttori televisivi e radiofonici, autore per quasi trent’anni del talk show “Larry King Live” trasmesso dalla CNN. Sposato otto volte, padre di cinque figli, aveva fatto delle bretelle il suo marchio di fabbrica e le interviste piene di domande mai scontate ai grandi della Terra il suo cavallo di battaglia. Contagiato dal Covid a fine dicembre, si è spento a Los Angeles.
9 febbraio: Chick Corea
Pianista, compositore jazz e fusion, autore di 53 album da solista che gli erano valsi 25 Grammy Award, aveva adottato uno stile personale al pianoforte influenzato dal folclore popolare spagnolo. Membro di “Scientology”, spesso citata nei testi e nei ringraziamenti dei suoi album, ha abbracciato molti generi musicali suonando al fianco di Miles Davis, Herbie Hancock, Gary Burton, Pat Pentheny e Bobby McFerrin. Muore a 79 anni, portato via da una rara forma di tumore scoperto poco tempo prima.
10 febbraio: Larry Flynt
Il signore delle luci rosse, ricchissimo ideatore dell’impero di “Hustler” ma titolare di un’esistenza travagliata, con innumerevoli battaglie legali sulla libertà di espressione e la sedia a rotelle a cui l’ha obbligato l’attentato a cui era riuscito a scampare per miracolo nel 1978 da parte di un killer neonazista. Contrario alla pena di morte e favorevole alle nozze gay, fra le ultime campagne quella in cui offriva 10 milioni di dollari in contanti a chi avesse prove sufficienti per mandare in galera Donald Trump. Muore il 10 febbraio 2021 a Los Angeles per un arresto cardiaco.
23 febbraio: Lawrence Ferlinghetti
Una delle ultime voci della “Beat Generation”, il movimento partito dalla Columbia University californiana per poi contagiare il mondo intero. Poeta, drammaturgo, intellettuale, romanziere, libraio e fondatore della “City Lights”, libreria simbolo di San Francisco, la prima al mondo a vendere solo libri tascabili, ma soprattutto il luogo di ritrovo per i poeti beat, un gruppo di giovani geniali, deviati e drogati che daranno vita ad un movimento letterario fondamentale per la cultura americana. Come editore pubblica i lavori di Jack Kerouac, Allen Ginsberg, William Burroughs e altri beatnik, finendo anche in galera accusato di diffusione di oscenità. “Non posso morire finché c’è Trump”, riesce ancora a dire, e il destino lo ascolta: se ne va a 101 anni per una malattia ai polmoni.
2 marzo: Claudio Coccoluto
Uno dei più conosciuti e apprezzati DJ italiani, aveva iniziato a fare musica a 13 anni nel negozio di elettrodomestici di famiglia, a Gaeta. Il talento fa in fretta a farlo emergere trasformandolo in un persinaggio pubblico grazie ad un seguitissimo programma su “Radio DeeJay”. Sono anche gli anni in cui calca i più grandi locali del mondo, da Londra al “Sound Factory Bar” di New York, facendo il tutto esaurito ovunque. Muore a 58 anni nella sua casa di Cassino per una malattia.
13 marzo: Raoul Casadei
Con lui si è chiusa un’epoca: l’uomo che aveva fatto ballare, divertire e innamorare generazioni di bagnini e turiste straniere, che nella Romagna “divertimentificio” d’Italia trovavano anche l’allegria dirompente del suo “liscio”. Aveva ereditato la passione per la musica dallo zio Secondo fondando poi l’Orchestra Casadei, attraversando per anni l’Italia in lungo e in largo accompagnato ovunque dal sold out. Da anni si era ritirato dalle scene, lasciando lo scettro nelle mani del figlio Mirko. Viveva a Villamarina di Cesenatico, e a 83 anni ha ceduto anche lui al Covid.
14 marzo: Marvin Hagler
Un nome leggendario e vera icona degli anni Ottanta, campione indiscusso dei pesi medi dal 1980 al 1987, “Marvelous” è considerato uno dei più grandi pugili di ogni tempo, protagonista di uno degli incontri più epici di sempre, quello contro Leonard del 1987. Dei 67 incontri in carriera, ne vince 62 per KO grazie ad una tecnica aggressiva unita alla capacità di mettere sotto pressione l’avversario. Ad annunciarne la morte, a 66 anni, è la moglie, senza mai specificarne i motivi.
28 marzo: Enrico Vaime
Uno dei più grandi autori televisivi e radiofonici, dagli anni ’60 mette la firma su circa 200 programmi tv, comprese diverse edizioni di “Canzonissima”, “Quelli della domenica” e “Fantastico”. Dotato di sagace ironia e “cinico sarcasmo”, autore anche di fiction e di numerosi libri, aveva lavorato con tutti i grandi spettacolo: Walter Chiari, Paolo Panelli, Ric e Gian, Lino Banfi, Lino Toffolo, Renato Pozzetto, Massimo Boldi. Si è spento a 85 anni a Policlinico Gemelli di Roma.
9 aprile: Filippo di Edimburgo
Duca, ma soprattutto Principe consorte della Regina Elisabetta II, da cui in pubblico resterà per 73 anni un passo indietro, anche se in privato era lui a guidare la Royal Family. Se n’è andato ad una manciata di settimane dall’appuntamento con le 100 candeline, costretto ad assistere ormai impotente alla “fuga” di Harry e Meghan e alle bizze dei suoi quattro figli. Noto “gaffeur” e amante della bella vita, si era ritirato ufficialmente nel 2017, dopo aver portato a termine 22.219 incarichi reali e tenuto 5.493 discorsi ufficiali.
23 aprile: Milva
La “Pantera di Goro”, una delle più intense cantanti e attrici italiane, voce da contralto dotata di un vibrato naturale, era stata una delle protagoniste della musica fra gli anni Sessanta e il decennio successivo insieme alla Vanoni, Patty Pravo, Mina e la Zanicchi. Assai popolare anche in Germania, è l’artista italiana ad aver realizzato più album (173 fra studio, live e raccolte), alternando melodie pop a tanghi e opere liriche. Si è spenta a Milano, a 82 anni, per una malattia degenerativa.
18 maggio: Franco Battiato
Uno dei musicisti più colti, eclettici, influenti e travagliati degli ultimi 50 anni, ha attraversato fasi musicali che vanno dalla musica leggera al rock progressivo, l’avanguardia, il pop d’autore e la sperimentazione. Orgogliosamente siciliano, per un anno è stato anche assessore al turismo della Regione Siciliana sotto la presidenza di Rosario Crocetta senza pretendere alcun compenso. Ad agosto 2019 l’uscita dell’ultimo album seguito dall’annuncio del ritiro dalle scene: muore nella sua residenza di Praino di Milo, a 76 anni, a causa di una malattia generativa su cui la famiglia ha mantenuto il massimo riserbo.
27 maggio: Carla Fracci
Regina dei palcoscenici mondiali calcati al fianco di leggende come Nureyev, Vasiliev, Baryshnikov e Bruhn, ha legato la sua notorietà a ruoli romantici come Giulietta, Swanilda e Francesca da Rimini. Nel 1981 il “New York Times” la definisce la “prima ballerina assoluta”, mentre per Montale era “L’eterna fanciulla danzante”, ma lei non smetterà mai di ricordare le sue umili origini milanesi, con un padre tranviere e una madre operaia. Sposata con il regista Beppe Menegatti e madre di Francesco, si è spenta a 84 anni nella sua casa di Milano per un cancro contro cui lottava da tempo.
11 giugno: Lucinda Riley
Nome d’arte di Lucinda Edmonds, aveva iniziato la carriera come attrice per il teatro e la televisione, si avvicina alla scrittura a 24 anni, quando una grave forma di mononucleosi la costringe ad una lunga convalescenza. È l’inizio di una seconda parte della vita che si sarebbe tradotta in una serie infinita di romanzi rosa tradotti in 28 lingue e venduti in 30 milioni di copie in tutto il mondo. Tra le più celebri la serie “Le sette sorelle”, diventata un fenomeno globale. Da quattro anni, senza che la notizia sia mai trapelata, Lucinda combatteva contro un tumore: si è spenta a 55 anni nella sua residenza inglese.
18 giugno: Giampiero Boniperti
È stato il cuore, che gli dava problemi da anni, a portarselo via una calda notte di giugno, a 93 anni. Presidente onorario della Juventus dal 2006, era rimasto per 48 anni legato al club bianconero prima come calciatore e poi come dirigente. Con addosso la maglia della Juve aveva conquistato cinque scudetti, e molti di più in veste di presidente, quand’era stato capace di gesti eclatanti come mettere fuori dalla rosa Rossi, Tardelli e Gentile perché pretendevano un aumento. Fra i suoi campioni più amati Gaetano Scirea e Alessandro Del Piero.
5 luglio: Raffaella Carrà
Per lungo tempo la regina incontrastata della televisione italiana, soubrette, cantante, attrice e ballerina, ha venduto 60 milioni di copie dei suoi album in tutto il mondo, in particolare in Spagna e America Latina, dov’era osannata. Nel 2020, un anno prima della scomparsa, il quotidiano inglese “The Guardian” la incorona “sex symbol europeo” e “icona culturale”. Muore a Roma a 78 anni, per una malattia di cui nessuno sapeva nulla: da darne l’annuncio Sergio Japino, il compagno di una vita.
15 luglio: Libero De Rienzo
Napoletano di nascita ma romano d’adozione, si appassiona di cinema diventando uno dei più promettenti volti di una nuova generazione di attori italiani. Esordisce in “Asini” di Antonello Grimaldi facendosi notare in “Santa Maradona” di Marco Ponti, ma lavora anche diretto da Pupi Avati, Claudio Fragrasso, Marco Risi e Guido Chiesa. Viene trovato senza vita nella sua casa di Roma, stroncato a soli 44 anni da un infarto causato da un’overdose.
27 luglio: Gianni Nazzaro
Protagonista della musica leggera anni Settanta, napoletano, si era fatto notare imitando Bobby Solo, Celentano e Morandi, ma grazie all’innata bellezza viene promosso al ruolo di interprete. Ospite di festival, rassegne e varietà televisivi, negli anni il successo musicale sfuma e Nazzaro si vota alla televisione, prendendo parte a soap e trasmissioni musicali. Muore a 72 anni per un tumore ai polmoni: versando in gravi difficoltà economiche, le spese per il funerale sono pagate da Maurizio Costanzo, Pippo Franco, Lino Banfi, Sandro Giacobbe e Martufello.
13 agosto: Gino Strada
Medico chirurgo e fondatore dell’ong “Emergency”, per tutta la vita ha sfidato bombe e pallottole per correre nei posti più infelici della Terra e portare aiuto alle popolazioni inermi. Da sempre feroce e ostinato nemico di qualsiasi conflitto, non ha mai rinunciato ad assumere posizioni anche scomode, finendo per diventare un personaggio amato oppure odiato profondamente. È morto all'improvviso a Rouen, in Francia, a 73 anni: soffriva da tempo di problemi cardiaci.
15 agosto: Gianfranco D’Angelo
Da ex impiegato della “SIP” (l’attuale Telecom), sceglie la strada più difficile diventando attore, comico e cabarettista. Dopo aver tentato con il cinema e la televisione, si impone come showman con il programma di Rai1 “La Sberla”, seguito nel 1983 da “Drive In”, programma culto di Italia1 e palestra di una nuova generazione di comici. Muore al Policlinico Gemelli di Roma a 85 anni dopo una breve malattia.
21 agosto: Nicoletta Orsomando
Dal 1953 al 1993 è stata il simbolo delle così dette “signorine bonasera”, le annunciatrici che elencavano i programmi della serata sulle reti Rai. Nel tempo tenta anche la carta della conduzione, prendendo parte a diversi show anche in veste di ospite. L’ultima apparizione nel dicembre 2017, per celebrare insieme a Maria Giovanna Elmi, Paola Perissi e Gabriella Farinon il compleanno della collega Rosanna Vaudetti. Muore a Roma a 92 anni.
24 agosto: Charlie Watts
Il rocker con l’aria dell’impiegato del catasto, pacato batterista degli indiavolati “Rolling Stones”, la band creata qualche anno prima da Mick Jagger, Ketih Richards, Bill Wyman e Brian Jones. Al contrario dei compagni di palco, resterà per tutta la vita al fianco della moglie Shiley, una pittrice sposata nel 1964 da cui ha avuto una figlia. Ricoverato d’urgenza per un problema al cuore, muore a 80 anni in un ospedale di Londra dopo aver chiesto alla band di continuare a fare musica anche senza di lui.
6 settembre: Jean Paul Belmondo
Protagonista di oltre 80 film, attore simbolo della nouvelle vague francese insieme all’amico e rivale Alain Delon, ha lasciato ruoli indimenticabili lavorando al fianco di Godard, Lattuada, Truffaut, Lelouche e De Sica. Bello e dannato, e al contrario di Delon simpatico e comunicativo, aveva sangue italiano nelle vene e il viso segnato dalla boxe praticata in gioventù. “Bebel” si è spento nella sua casa di Parigi a 88 anni.
29 ottobre: Rossano Rubicondi
Inizia come spogliarellista e fotomodello, prosegue come modello tastando anche il cinema. Nel 2008 entra nel cast de “L’Isola dei Famosi”, lo stesso anno in cui sposa Ivana Trump, una delle ex mogli del presidente americano. È morto a 49 anni a Londra, dopo aver lottato per anni contro un melanoma alla pelle curato con metodi alternativi.
12 novembre: Gian Piero Galeazzi
Ha commosso l’Italia la morte di “Bisteccone”, il più celebre e ironico giornalista sportivo della tv, voce e cuore di imprese sportive azzurre entrate nella leggenda. Ex professionista nel canottaggio, all'inizio degli anni Settanta viene assunto dalla Rai come commentatore sportivo, ma nel tempo appare anche in numerosi show televisivi. È morto a Roma a 75 anni a causa di complicazioni dovute a una grave forma di diabete.
13 novembre: Wilbur Smith
Una passione smodata per la scrittura, segnata all’inizio dal rifiuto di qualsiasi editore a pubblicare i suoi romanzi a parte uno, londinese, per cui lo scrittore zambiano naturalizzato in Sudafrica inizia a raccontare vicende di quel che conosce meglio: foreste, animali, montagne, indigeni, leggende e storia. Riempie la sua vita con 49 libri venduti in 140 milioni di copie in tutto il mondo e quattro mogli diverse che gli danno due figli. Se ne va a 88 anni nella sua casa di Città del Capo, pochi giorni dopo aver chiuso il suo ultimo romanzo, “Il nuovo Regno”.
23 novembre: Ennio Doris
Da promotore finanziario con diploma in ragioneria, crea quella che sarebbe diventata la “Banca Mediolanum” grazie all’interesse di Silvio Berlusconi, con cui condividerà per tutta la vita un’amicizia fraterna. Si è spento a 81 anni, appena un paio di mesi dopo aver scelto di tirare i remi in barca, lasciando posto a suo figlio Massimo.
28 novembre: Frank Williams
Fondatore e manager della scuderia che prende il suo nome, una delle più vincenti nella storia della F1 con 16 titoli mondiali conquistati tra il 1980 ed il 1997. Aveva iniziato nel 1972 come patron della “Politoys”, e dal 1986 – rimasto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente – sceglie di dedicarsi all’attività manageriale. Nel 1987, la regina Elisabetta gli aveva conferito il titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico, a cui era seguito quello di Cavaliere della Legione d’Onore francese. E' morto a Londra a 78 anni.
28 novembre: Vigil Abloh
Primo statunitense di origini africane a ricoprire il ruolo di direttore artistico di “Louis Vuitton”, inserito dal “Time” nell’elenco delle 100 persone più influenti al mondo, aveva iniziato fondando con Kanye West il marchio “Off-White”. È morto a 41 a causa di rara forma di cancro che aveva deciso di combattere senza darne notizia.
9 dicembre: Lina Wertmuller
Prima donna della storia candidata all’Oscar come regista, aveva ricevuto nel 2020 quello alla carriera, nel corso di una divertente e commovente cerimonia a Los Angeles. Grande protagonista del cinema italiano, autrice di pellicole passate alla storia, aveva iniziato come burattinaia avvicinandosi al cinema come aiuto regista di Fellini, una scuola che la trasformerà in una profonda indagatrice capace di osservare con ironia e disincanto le mutazioni sociali di borghesia e proletariato, spesso dipinti in modo grottesco e pungente. Muore a Roma a 93 anni.
30 dicembre: Renato Scarpa
Doveva parte della celebrità al ruolo del timido Robertino in “Ricomincio da tre” di Massimo Troisi e a quello dell’ipocondriaco Sergio che Enzo (Carlo Verdone) vuole portare con sé in Polonia (Un sacco bello). Ma la carriera di Scarpa, attore e caratterista milanese classe 1939, era proseguita lavorando al fianco di numerosi registi in film e serie televisive di grande successo. È morto per cause naturali nella sua casa di Roma, in zona Bravetta.















