CALCIO - Tutto pronto per i Mondiali più controversi della storia

L’unica consolazione per gli Azzurri, esclusi dai Mondiali del Qatar ormai prossimi all’inizio, è di non prestare il fianco ad un evento fra i più controversi e contestati della storia. A cominciare dalla necessità di interrompere a metà i campionati di ogni Paese – prima volta in assoluto – per giocare in un Paese arabo in un momento di caldo relativo. Ovvero come dimostrare che i soldi non faranno la felicità, ma aiutano a superare la tristezza.

Ma questo, volendo, è perfino il minore dei problemi. L’hashtag #BoycotQatar2022, diventato virale, martella da mesi svelando i retroscena del Mondiale comprato a suon di dollari. Ad esempio i 6.500 lavoratori migranti morti nei lavori di costruzione dei sontuosi e avveniristici stadi (dotati di aria condizionata in campo) e delle infrastrutture necessarie come aeroporti, metropolitane e arterie. Povera gente reclutata in Bangladesh, Pakistan, Indonesia, Nepal e Sri Lanka, dove il miraggio di un lavoro vale il rischio di lasciarci la pelle. Tantissimi, spiegano gli attivisti, si sono suicidati, altri sono morti di fatica e sono molti i casi di folgorazioni nelle fatiscenti baracche adibite dai ricchissimi sceicchi del Qatar, colpite dai fulmini e dalle pesanti piogge. Per le autorità, le vittime “incidentali” sono meno di 50.

Non è che il dato più eclatante della sistematica violazione dei diritti umani in atto contro le minoranze, le donne e diritti Lgbtq+ che regolano l’emirato affacciato sul Golfo Persico che ha smosso gli animi del pianeta chiedendo di boicottare la “Coppa della vergogna”, come è stata definita da “Euractiv”, il comitato per i diritti umani del Parlamento UE. Una stoccata a cui fa eco “Amnesty International”, che parla di “un’esperienza per due milioni di persone segnata da stipendi mai pagati, condizioni di vita aberranti, limitazioni di movimento. E poi sudore, sangue e morte”. Non a caso, “Human Rights” e “Amnesty International” – appoggiate da Inghilterra, Francia, Galles, Olanda, Belgio, Australia e Norvegia, hanno scritto direttamente al presidente della Fifa Gianni Infantino chiedendo la creazione di un fondo di risarcimento per le vittime dei cantieri pari a 420 milioni di euro, l’equivalente del montepremi del Mondiale. Al momento, nessuna risposta.

Ma come da regolamento interno, le autorità del Qatar ignorano bellamente ogni appello, mettendo in pratica addirittura sceneggiate in favore di telecamere, come le sfilate dei tifosi vestiti con le maglie delle Nazionali per le strade di Doha. Tutta gente, è stato svelato su TikTok, ingaggiata, pagata e finemente diretta da una regia che regola le inquadrature pur di farle sembrare vere.

Le reazioni non mancano, anche se nessuno è nelle condizioni di boicottare realmente un appuntamento calcistico che smuove interessi e valigiate di dollari. Così si rimedia con qualche protesta, come quella decisa dai capitani delle nazionali di Francia, Inghilterra e Germania, che durante le partire indosseranno bracciali arcobaleno con il messaggio “One Love”. Ed è di questi giorni la notizia di due star della musica come Rod Stewart e Dua Lipa, entrambi invitate a esibirsi in occasione dei Mondiali, che hanno rispedito a mittente la richiesta.