CALCIO – Qatar, il primo stadio smontabile della storia
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Lo sappiamo bene: per la seconda volta consecutiva, la Nazionale italiana non sarà fra le squadre che disputeranno il prossimo Mondiale. Buttati fuori lo scorso marzo dalla Macedonia, gli Azzurri di Mancini, campioni d’Europa in carica, guarderanno le partite dei Mondiali del Qatar dal divano di casa.

Sarà la prima edizione non estiva, in programma nel Qatar fra il 20 novembre ed il 18 dicembre perché nel periodo canonico dei Mondiali, all’inizio dell’estate, nessuno avrebbe retto ai 50 gradi che in quei mesi arroventano il piccolo e ricchissimo Emirato.

Potenza dei soldi e del petrolio, che tutto possono anche sui calendari, il Mondiale potrà contare su otto stadi, a parte il Khalifa International Stadium e l’ampliamento dell’Ahmed bin Ali, tutti realizzati per l’occasione e uno più avveniristico dell’altro. Un investimento colossale, pari a 200 miliardi di dollari, anche per via delle incredibili dotazioni come gli impianti di raffreddamento a emissioni zero per evitare che la temperatura in campo e sulle tribune superi i 27°, coperture mobili che si aprono e si chiudono e una nuova rete metropolitana lunga 320 km con fermate a pochi passi dagli impianti.

Ma c’è uno stadio, in particolare, destinato a stupire il mondo intero. Inizialmente chiamato “Ras Abu Aboud”, come il distretto industriale che lo ospita, è stato ribattezzato di recente “Stadium 974”: sorge sulla costa est, ha una capacità di 44.950 spettatori ed è stato inaugurato il 30 novembre dello scorso anno con l’incontro fra Emirati Arabi Uniti e Siria.

Pensato in un’ottica di massimo riuso e sostenibilità, una volta finiti i mondiali sarà smontato e messo in magazzino, pronto per essere rimontato dove e quando servirà. È l’idea vincente dello studio “Fenwick Iribarren Architets”, che ha stravinto la gara d’appalto proponendo uno stadio che nulla ha da invidiare agli altri impianti, e nei 450mila metri quadri assicura spogliatoi, bagni, bar, ristoranti e aree lounge, ma con la particolarità di essere realizzato utilizzando 974 container industriali, esattamente il numero che compare nel nome, insieme ad una struttura in acciaio riciclato, blocchi modulari e 40mila posti a sedere rimovibili che consentono di ricostruirlo o in alternativa di creare centri sportivi e luoghi culturali. Al suo posto, terminati i Mondiali, è prevista la nascita di un mega progetto fronte mare destinato alla popolazione.