CALCIO - Pep Guardiola e l'aiutino dell'astrofisica

Dal 2016, con l’arrivo di Pep Guardiola, il Manchester City sta forse vivendo le pagine più entusiasmanti della propria storia, iniziata nel 1894 dalle ceneri del “West Gordon Saint Marks”. Sotto la guida dell’allenatore spagnolo, nel 2019 la formazione inglese mette a segno un leggendario treble conquistando la Supercoppa d’Inghilterra, la Coppa di Lega (lo scudetto), e la FA Cup.

Ma restare in alto costa soldi, fatica e impegno: lo sa bene Pep Guardiola, convinto anche che i tempi e le tecnologie possano aiutare non poco a costruire una macchina da guerra invincibile. Per questo, malgrado le 25 partite vinte su 26 disputate e il dominio assoluto in Premier League e i quarti di finale in Champions, è di pochi giorni fa una notizia destinata a rendere ancora più liquido il concetto di calcio giocato: i Citizen hanno appena assunto nello staff tecnico quattro astrofisici, fra cui uno esperto in balistica.

Il loro compito non è consultare le stelle in cerca di allineamenti propizi, ma come rivela il Daily Mail, la scelta fa parte di un processo che si basa su un sofisticato apporto tecnologico per migliorare e ottimizzare gli sforzi dell’allenatore e dei giocatori.

Lo staff di astrofisici, dotato di speciali telecamere 3D, ha colpito di monitorare e analizzare ogni azione sul campo delle 10 società che fanno parte del City Football Group (che comprende anche il New York City FC, il Girona, il Troyes e altre squadre minori sparse ovunque), per rendere più efficace il rendimento dei singoli e al tempo stesso testare nuovi assetti tattici.

I Citizens in realtà non sono i primi a chiedere l’aiutino della scienza per migliorare le prestazioni: lo scorso anno l’aveva già fatto il Liverpool di Jurgen Klopp assumendo un fisico, un astrofisico e un campione di scacchi, e i risultati non erano mancati.

Malgrado il Manchester sia avaro di spiegazioni più dettagliate, anche per non favorire gli avversari, secondo gli esperti consultati dal quotidiano inglese, il termine “concetti tattici” racchiuderebbe l’enorme lavoro di un software che dopo aver ingoiato migliaia di ore di filmati sarebbe in grado di fornire responsi su come possono essere affrontate le fasi di gioco sfruttando al massimo ogni occasione per arrivare al gol nel modo più veloce. Ma anche e soprattutto di prevedere tutte le possibili reazioni della squadra avversaria.