
Per Svea Marx, terza generazione di una famiglia di macellai di Woltersdorf, uno sperduto villaggio di 300 abitanti a un’ora di macchina da Amburgo, gli affari andavano così così. Le campagne ecologiche hanno portato molti tedeschi a dire basta alla carne, o comunque a limitarne il consumo.
Ma all’improvviso, sul futuro dell’attività portata avanti dalla sua famiglia, è calata l’ombra scura del lockdown: tutti a casa fino a nuovo ordine. Nella sua mente, alla disperata ricerca di una soluzione che garantisse la sopravvivenza, scatta un’idea un giorno in cui accompagna i figli a comprare dolci e snack in un distributore automatico: un’attività classificata come non essenziale che non avendo componente umana, non ha alcun bisogno di autorizzazioni.
Una “vending machine”, pensa, potrebbe essere un tentativo di mantenere le vendite anche durante la chiusura. Per alleviare le sue e le loro preoccupazioni, ordina un distributore automatico in cui chiunque può scegliere bistecche, salsicce e salami, pagare con una carta o in contanti e recuperare la spesa senza dover fare la fila all’interno o interagire con un commesso.
Sono bastate un paio di settimane, per ribaltare completamente la situazione, convincendo Svea che gli affari andavano così bene da ordinarne altre due. Ora, a quasi un anno di distanza, un’idea nata per fronteggiare i timori di un crack economico è diventata il ramo aziendale più in crescita della sua attività. In Germania la maggior parte dei negozi deve chiudere la domenica e i giorni festivi, ma al contrario non c’è alcuna restrizione per i distributori automatici, ed è proprio durante i weekend che Svea Marx registra un’impennata delle vendite. Grazie ad un cartellone pubblicitario strategicamente piazzato su una vicina autostrada, i clienti partono addirittura da lontano pur di comprare bratwurst o carne per il barbecue.
I distributori, che costano fra 8.500 e 15.500 euro, sono realizzati dalla “Stüwer”, una società nel sud della Germania che ha sviluppato la prima versione di quello che chiama “Regiomat” nel 2007. Le vendite sono andate avanti lentamente per circa un decennio, poi sono decollate con la pandemia, assicura Adrian Ott, responsabile marketing dell’azienda che quest’estate ha installato l’impianto numero 5.000 in Germania, oltre al migliaio venduto fra paesi europei, Stati Uniti e Canada.










