BIOGRAFIE - «Spare», la vendetta del principe Harry
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“La miglior vendetta è un imponente successo”, così rispondeva Frank Sinatra a chi gli ricordava i veleni su cui si poggia Hollywood. Una frase che tutto sommato calza a pennello anche alla parabola esistenziale di Harry, il più giovane dei figli di Diana e Charles, quest’ultimo passato dalla condanna di principe eterno a sovrano dopo la “prematura” scomparsa di mammina.

Una vendetta che Harry sta per consumare attraverso le pagine di “Spare – Il Minore”, l’autobiografia definitiva, quella in cui raccontando “non come il principe per nascita, ma come l’uomo che sono diventato”, promette di fare piazza pulita di voci e dicerie lavando i panni sulla pubblica piazza. Pagine che creano imbarazzo Buckingham Palace fin da quando si è scoperto che Harry si era messo a scrivere, ma la cui uscita è stata rimandata proprio per non offuscare il lutto per la scomparsa di nonna Elisabetta II. Anzi, proprio in funzione della scomparsa dell’amatissima nonna, Harry avrebbe preteso di rivedere alcuni passaggi del libro, anche per non complicare ulteriormente i rapporti già incrinati con il resto della sua famiglia.

Ma adesso, malgrado in tanti siano convinti che non sarebbe mai dovuto essere pubblicato, tutto è pronto: il libro, in uscita il prossimo 10 gennaio in 16 lingue diverse (in Italia per Mondadori), è stato definito dalla BBC “un invitabile best-seller” e dal Mirror “un volume amaro già dal titolo”, mentre viene presentato ufficialmente come “un cruda e implacabile atto di onestà in cui Harry racconta finalmente la sua storia in un volume frutto di un profondo esame di se stesso”. Curiosa la nota biografica sull’autore: “Principe Harry, Duca di Sussex, marito, padre, impegnato a livello umanitario, veterano militare, sostenitore del benessere mentale e forte ambientalista. Risiede a Santa Barbara, in California, con la sua famiglia e tre cani”.

La sensazione di amarezza, nella traduzione italiana si perde, mentre ad esempio diventa decisamente più evidente in quella spagnola: “Spare: en la sombra”. In pratica, il suo essere “un’ombra”, per quanto di lusso, ma sempre e per sempre relegato alle spalle di suo fratello William, destinato al trono in quanto primogenito e programmato sul futuro ruolo dagli inflessibili protocolli di corte. Allo stesso modo, Harry è cresciuto ben sapendo che, a meno di una strage familiare, sul trono d’Inghilterra non si sarebbe mai seduto: prima di lui arrivano addirittura i figli di William e Kate, e contando che sono ancora dei bambini, il suo destino è tracciato.

Poche e centellinate le anticipazioni del libro, in cui non manca comunque il ricordo del traumatico corteo dell’estate 1997, dietro alla bara di mamma Diana, quando ancora bambini lui e William erano stati costretti a mantenere l’aplomb e non far trasparire le devastanti emozioni che li attraversavano davanti a milioni sudditi attoniti per la tragica morte della principessa del popolo. Anche se i passaggi più attesi sono quelli che coincidono con l’avvento di Meghan Markle, l’ex attrice americana con cui Harry tre anni fa ha deciso il clamoroso strappo girando le spalle alla Royal Family.

“Random House”, casa editrice che si occupa della pubblicazione negli Stati Uniti, ha annunciato che per espressa volontà di Harry, una parte dei proventi saranno devoluti in beneficenza: per l’esattezza 1,5 milioni di dollari andranno nelle casse di “Sentebale”, l’associazione che si occupa di HIV/Aids in Lesotho e Botswana, fondata dallo stesso principe nel 2003. E ancora 300mila sterline a “WellChild”, associazione inglese che sostiene i bambini disabili e le loro famiglie.