
Consoliamoci: un giorno, sembra a breve, i virus non faranno più paura a nessuno. Basterà salire in auto per essere certi di salvarsi. La notizia, detta così, suona come una boutade dell’ultimo minuto, ma è pura realtà: tutto nasce dalla Geely, conglomerato industriale cinese che oltre ad essere i primo azionista di Daimler AG, possiede marchi come Volvo, Lotus e altri.
È proprio dal know-how maturato da Volvo nei sistemi di filtraggio, che il colosso cinese lavora da anni in modo spedito ad un rivoluzionario sistema di filtraggio che grazie a sofisticati impianti di protezione dell’abitacolo combinati con l’intelligenza artificiale, sia in grado di garantire la l’isolamento totale da qualsiasi possibile virus presente all’esterno. Per farlo, è necessario poter isolare l’interno dalle sostanze nocive ma anche purificare l’aria in modo rapido ed efficace. Non si tratta, specifica l’azienda, di un sistema studiato per i mezzi di soccorso, ma di un vero modello che farà da guida alle prossime generazioni di veicoli per l’impiego privato e i taxi.
Sul progetto, la Geely ha messo al lavoro le proprie sedi in Europa, Stati Uniti e Cina, dove si stanno testando materiali ecosostenibili con capacità antibatteriche e antivirali, ma ha anche annunciato la nascita di un team che collaborerà con laboratori e istituti di ricerca.
È la prima reazione del settore dell’auto alla comparsa del coronavirus, che si sta abbattendo con forza sui bilanci già traballanti dei marchi automobilistici facendo vittime illustri come il Salone di Ginevra. In fase di test, il nuovo sistema di filtraggio è stato montato sulla nuova Icon, un Suv destinato al mercato cinese.








