
Sono emersi da una vecchia miniera, ritrovati in un cunicolo dove la luce non arrivava da decenni. E valgono un patrimonio. Non si parla di diamanti o giacimenti ancora inesplorati, ma di un paio di jeans “Levi’s” datati 1880. Ovvero quando muoveva i primi passi la società di tessuti creata a San Francisco dall’immigrato tedesco di origine ebraica Levi Strauss. A scovarli è stato un certo Michael Harris, considerato una sorta di “speleologo del denim”, con all’attivo l’esplorazione di almeno 50 miniere abbandonate, alla ricerca di indumenti da lavoro d’epoca.
Questa volta gli andata bene, anzi benissimo, perché il paio di jeans, tutto sommato in buone condizioni dopo 142 anni passati nel sottosuolo, sono diventati il pezzo forte dell’asta ospitata al “Durango Vintage Festivus” di Aztec, nel New Mexico, manifestazione voluta da Brit Eaton, cacciatrice seriale di indumenti rari, che a sua volta li aveva acquistati da Harris, lo scopritore, per 23mila dollari. “Mi occupo di abiti usati da un quarto di secolo e so per esperienza che i jeans vintage raggiungono un valore medio di circa 100 dollari. Ma avere fra le mani un paio così antico e prezioso capita solo una volta nella vita”. Non aveva torto: la notizia dei jeans risalenti all’epoca della corsa all’oro ha attirato decine di collezionisti, alcuni decisi a non farsi sfuggire l’eccezionalità di quelli che sono considerati uno dei primi esempi del denim.
Alla fine, in un botta a risposta di rialzi, l’hanno spuntata due appassionati: Zip Stevenson e il 23enne Kyle Hautner, che non hanno esitato a rompere il salvadanaio pur di mettere insieme gli 87mila dollari necessari. Più o meno 90 mila euro, per avere un’idea più precisa.
È in assoluto la cifra più alta mai sborsata per un indumento usato, poiché esemplari simili erano stati ritrovati ma con la particolarità di finire per lo più nei musei, e mai nelle mani di privati, come nel caso di Hautner e Stevenson, che hanno in mente di ripararli e perché no, di indossarli di nuovo. “Sono sorprendentemente resistenti, ci sono un paio di punti deboli che andrebbero rinforzati, ma per il resto sono messi bene: li immaginiamo addosso a Johnny Depp o Jason Momoa”, ad esempio”, hanno dichiarato i due, aggiungendo che in realtà stanno ancora decidendo che uso farne. La scelta va dal sistemarli e metterli in vendita, puntando ad una cifra che li ripaghi delle spese, ma senza scartare la possibilità di donarli a un museo di storia americana. Nell’attesa di prendere una decisione, i jeans ultracentenari sono finiti in una cassetta di sicurezza, nel caveau di una banca non distante dal “Denim Doctors”, il negozio di Zip Stevenson. e sono disponibili per la visione, ma solo su appuntamento.











