
L’anno “Green” della Reggia di Venaria ha il suo evento clou nella mostra “Un’infinita bellezza. Il paesaggio in Italia dalla pittura romantica all’arte contemporanea”, aperta dal 22 giugno al 1° novembre nei grandiosi spazi della Citroniera juvarriana. L’esposizione riunisce oltre 200 opere, in gran parte dipinti, ma anche sculture e installazioni, che documentano l’attenzione e l’amore che tanti artisti hanno avuto per l’ambiente naturale e specificatamente per il paesaggio in Italia, dal primo romanticismo fino all’arte contemporanea.
La rassegna nasce grazie a un accordo tra il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e la Fondazione Torino Musei, in base al quale oltre 90 opere della GAM diventano il nucleo centrale di una rassegna che riunisce altresì capolavori provenienti dai più importanti musei italiani e da prestigiose collezioni private.
Il percorso segue un fil rouge cronologico-geografico che intreccia Spazio e Tempo, valorizzando il contesto piemontese e tutto il Nord della nostra Penisola, senza trascurare le importanti scuole regionali del Centro e Sud Italia, dalla fine del 1700 ad oggi.
Le dodici sezioni della mostra presentano, in un’eccezionale carrellata di opere, molte di grandi dimensioni, le diverse forme che la rappresentazione del Paesaggio in Italia ha assunto nell’arco di oltre due secoli di pittura: dalle poetiche romantiche del pittoresco e del sublime, all’affermazione del vero, passando attraverso ricerche e provocazioni delle Avanguardie, fino ad arrivare alle semplificazioni della pop Art e alle concettualizzazioni dell'arte contemporanea.
Realizzata col sostegno della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, la mostra è curata da Guido Curto (Direttore della Reggia di Venaria e del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude), Riccardo Passoni (Direttore della GAM) e Virginia Bertone (Conservatore Capo della GAM) con la collaborazione di Alessandro Botta; affiancati da un prestigioso Comitato scientifico costituito dai professori Barbara Cinelli (Università Roma Tre), Piergiorgio Dragone (Università degli Studi di Torino), Flavio Fergonzi (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Laura Iamurri (Università Roma Tre).
In parallelo alla mostra, la GAM a partire dal 9 luglio allestisce nello spazio Wunderkammer “Natura e verità. Il paesaggio come scelta 1864-1871” che, in stretto dialogo con il percorso proposto alla Venaria, pone l’accento sulle ricerche più audaci condotte sul fronte del paesaggio tra Piemonte e Liguria, la cosiddetta “Scuola dell’Avvenire” di cui Antonio Fontanesi è protagonista. Accanto a lui è il gruppo del cenacolo di Rivara: da Carlo Pittara a Federigo Pastoris, da Ernesto Bertea a Ernesto Rayper, per concentrarsi infine su Alfredo De Andrade.
Il percorso della mostra
Articolato in 12 sezioni, la mostra spiega quante e quali forme abbia assunto la rappresentazione del paesaggio d’Italia nell’arco di oltre due secoli, che dalla fine del Settecento assume lo status di soggetto autonomo. Un mutamento cui contribuiscono molti fattori, legati soprattutto agli stimoli che gli artisti traggono dalla riflessione estetica, filosofica e letteraria del Romanticismo.
Ad avviare il percorso è il prezioso nucleo di tempere e acquerelli di Giuseppe Pietro Bagetti e Giovanni Battista De Gubernatis, mentre un aspetto che caratterizza i primi decenni dell’Ottocento è la necessità sentita dagli artisti del nord Europa di completare la propria formazione in Italia seguendo la tradizione del “Grand Tour”, per perfezionare la pittura dal vero: esemplare in questo senso il dipinto di Jean-Baptiste Camille Corot con la “Cascata delle Marmore” , unica opera dell’artista francese presente in una collezione pubblica italiana. Si passa quindi agli spunti paesaggistici che Massimo d’Azeglio, Luigi Basiletti e gli artisti della Scuola di Posillipo traggono nelle campagne e sulle coste tra Roma a Napoli alla ricerca della luce mediterranea.
Un capitolo è dedicato alle novità dei paesaggi “istoriati” con elementi ripresi da storia e letteratura, che trionfano nella Milano romantica di d’Azeglio e Giuseppe Bisi. Un’altra sezione considera i paesaggi di grande formato acquistati e donati per la collezione del neo istituito nel 1863 Museo Civico di Torino, in cui primeggiano le opere di Carlo Pittara, Giuseppe Camino, Corsi di Bosnasco e Achille Vertunni.
Il Novecento si apre con una sezione che raduna opere di cultura post impressionista: la Galleria Civica di Torino ha continuato, infatti, a collezionare opere eleganti e raffinate sul tema del Paesaggio con artisti come Luigi Onetti, Giuseppe Bozzalla e Giovanni Depetris. Il percorso si conclude con l’arte contemporanea che dialoga con l’ambiente e il paesaggio, come accade in modo emblematico nei Giardini della Reggia con le “Sculture Fluide” di Giuseppe Penone, l’installazione concettuale di Giovanni Anselmo e la scultura bronzea Gea di Luigi Stoisa. Mentre all’interno della Citroniera juvarriana le sculture di Luigi Mainolfi, Ezio Gribaudo, Luisa Valentini, Jessica Carroll, Maura Banfo, Luca Pancrazzi, le fotografie su seta di Elisa Sighicelli e il decollage di Stefano Arienti, la grande videoinstallazione “Orbite Rosse” di Grazia Toderi, i dipinti di Francesco Casorati, Francesco Tabusso, Nicola De Maria, Mimmo Paladino, Salvo, Giovanni Frangi, Riccardo Taiana, Luisa Rabbia, Laura Pugno, Paolo Leonardo, Daniele Galliano, Pierluigi Pusole, Andrea Massaioli, Velasco Vitali e le fotoinstallazioni dedicate ai non- luoghi delle periferie industriali di Botto & Bruno. Quest’ultima sezione comprende alcune opere realizzate appositamente per la mostra sul tema del paesaggio circostante la Reggia di Venaria da Ugo Nespolo e Giorgio Ramella, con un omaggio finale al Monviso, emblematica montagna piemontese, dalla cui falde nasce il Po, che viene celebrato con una singolare collezione di dipinti realizzati da tanti svariati pittori dell’800 e del ‘900.
I numeri della mostra CITRONIERA JUVARRIANA: superficie espositiva 2300 mq: lunga 148 metri, larga 14 e alta 16
OPERE ESPOSTE: 200 opere, di cui 94 della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
ARTISTI IN MOSTRA: 130 artisti dalla fine del Settecento ai giorni nostri
ENTI PRESTATORI: 55 prestatori (Musei italiani, Enti e Istituzioni, Gallerie e Collezioni private) e 22 Courtesy di artisti
Informazioni e prenotazioni: biglietti per la mostra (dal 22 giugno al 1° novembre 2021), intero: 14 euro, ridotto: 10.















