
Da venerdì 22 luglio al 15 gennaio del 2023: è l’arco di tempo che la Reggia di Venaria ha scelto di dedicare al tema del “gioco”. Il grandioso complesso monumentale alle porte di Torino, che quest’anno festeggia i suoi primi 15 anni di apertura al pubblico e i 25 anni dell’ingresso nei patrimoni Unesco, ritrova in qualche modo la sua funzione originale in quanto luogo storicamente deputato al divertimento ed ai momenti ludici della Corte e dei suoi ospiti, con uno sguardo anche al presente.
Oltre alle due esposizioni sul tema proposte in continuità dal 9 aprile al 18 settembre, “Dalle piazze alle Corti. Storie di giochi e spettacoli tra ’700 e ’800” e “Foto in Gioco! Un racconto di 18 fotografi italiani”, presso le Sale delle Arti apre la mostra “Play - videogame arte e oltre”, un’esposizione inedita che indaga i videogiochi come “decima forma d’arte” evidenziandone i profondi impatti nella società contemporanea.
Prosecuzione ideale della mostra è il “Venaria Light Show: il Grande Gioco”, un innovativo videogioco “reale” di interazione e cooperazione creativa, appositamente realizzato per la Reggia, che permette ai visitatori di “agire” sull'intera facciata della Galleria Grande attraverso una tastiera gigante di 4 metri, proiettando sulla sua superficie barocca effetti di luci e immagini, in un tripudio di colori e scenografie sempre diverse. Il Venaria Light Show è fruibile in occasione delle Sere d’Estate alla Reggia, le aperture serali fino alle 22:30 di ogni venerdì e sabato dal 22 luglio al 13 agosto.
LA MOSTRA PLAY
La mostra si addentra nell’universo dei videogiochi, “decima forma d’arte” praticata da 3 miliardi di persone nel mondo, riconoscendone i profondi impatti nella società contemporanea. Un avamposto di idee e visioni, una meta forma d’arte in cui architettura, pittura, scultura, musica, arti performative, poesia, cinema, fumetto convivono dando vita a mondi straordinari. Lungo le dodici sale del percorso espositivo, le tele digitali dei grandi maestri dei videogiochi dialogano idealmente con celebri capolavori del passato testimoniando il passaggio di estetiche, culture, linguaggi, politiche ed economie. Per la prima volta al mondo si potranno ammirare le influenze dei grandi maestri del passato (De Chirico, Hokusai, Calder, Dorè, Savinio, Piranesi, Kandinskij, Warhol) sulle estetiche di videogiochi come “Ico”, “Monument Valley”, “Rez Infinite”, “Okami”, “Diablo IV” e “Apotheon”.
Dopo le sale legate alle influenze estetiche e simboliche, il videogioco è presentato in connessione con la mitologia contemporanea. Una lunga linea narrativa accomuna le grandi storie umane e i videogiochi altro non sono che l’ultimo anello di una catena testimoniale iniziata oltre 4000 anni fa con l’Epopea di Gilgamesh passando per l’Iliade e l’Odissea, la Divina Commedia fino a giungere ai giorni recenti con Star Wars, The Matrix ed Harry Potter. Le due sale dedicate ai temi dell’Eros e Thanatos presentano al visitatore dieci videogiochi che hanno generato profondi impatti nella vita di milioni di persone attraverso le nuove forme interattive di scrittura. Capolavori come Florence, Death Stranding, To The Moon, Life is Strange, Gone Home, League Of Legends, Warhammer 40,000: Battlesector, The Graveyard destinati a lasciare emozioni profonde nei visitatori.
La Sala dei Maestri celebra alcuni dei pionieri dei videogiochi, persone che hanno cambiato la storia generando impatti culturali inediti: è possibile osservare da vicino i lavori dell’artista visivo Yoshitaka Amano, iconico disegnatore di “Final Fantasy”, del game designer Yu Suzuki, padre di tantissimi videogiochi della Sega, dello sceneggiatore Christian Cantamessa, autore delle narrazioni di “Read Dead Redemption”, e del piemontese Andrea Pessino fondatore dell’americana Ready at Dawn che ha lavorato a icone come “God of War”, “Okami” e “Dexter”. A chiusura della sala è presente uno dei musicisti che ha segnato la storia dei videogiochi, Jesper Kyd, autore delle melodie di “Assassin’s Creeed”. Cinque maestri che simboleggiano la complessità di un’industria che può arrivare a richiedere oltre 300 creativi per la realizzazione di un solo videogioco movimentando quasi 200 miliardi di dollari ogni anno nel mondo.
Oggi i videogiochi rappresentano anche un innovativo laboratorio sociale e politico: dalle marce pacifiste per l’Ucraina in “The Elder Scrools Online” ai titoli che stimolano prese di posizione legate ai grandi temi del XXI secolo: ecologia, geo-politica, guerra, identità di genere, privacy.
La mostra si chiude con la sala Play Homo Ludens: la ricostruzione di quattro “ambienti”, che spaziano da una sala giochi giapponese degli anni Ottanta fino al futuro Metaverso, raccontano la cronologia evolutiva dei videogiochi. È possibile giocare con i cabinati di Pac-man, Street Fighter e Space Invaders, rivivere i tempi della prima Playstation di Sony e confrontarsi con le più recenti produzioni su console Xbox, prima di indossare i visori e fare un salto nel futuro. Lo spazio è impreziosito dalla collaborazione con “Lucca Comics & Games”, che ha prestato tavole originali e firmate dai maestri della pop culture internazionale, compresi i preziosi originali dei disegni di Batman, Captain Tsubasa e Superman.
La mostra è curata da Fabio Viola, game designer, docente, saggista e fondatore del collettivo artistico Internazionale TuoMuseo, e da Guido Curto, direttore del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.
La locandina grafica è “Hiro”, un’opera d’arte appositamente realizzata dal visual artist Silvio Giordano: rappresenta un ragazzo visto attraverso la lente di un monitor dei videogames dai colori sfavillanti e interferenze glitch. Hiro è anche il protagonista del romanzo cyberpunk Snow Crash di Neal Stephenson, in cui è stata coniata per la prima volta la parola Metaverse.
INFO PRATICHE
Play - videogame arte e oltre
Reggia di Venaria, Sale delle Arti
dal 22 luglio 2022 al 15 gennaio 2023
Ingresso: intero 14 euro, ridotto 12, ridotto ragazzi 8, gratuito minori di 6 anni.








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