ARTE - In viaggio con Le Corbusier

Dopo la lunga chiusura dovuta all’emergenza sanitaria, anche la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli ospitata al Lingotto di Torino riapre le porte al pubblico con la mostra Le Corbusier. Viaggi, oggetti e collezioni, dedicata al celebre architetto franco-svizzero, padre del Movimento Moderno.

L’esposizione, aperta dal 27 aprile al 5 settembre, è curata dall’artista Cristian Chironi e organizzata con la collaborazione della Fondation Le Corbusier di Parigi, che conserva gran parte dei documenti e degli oggetti appartenuti al grande architetto.

Pseudonimo di Charles-édouard Janneret-Gris, urbanista, pittore e designer svizzero naturalizzato in Francia, Le Corbusier è considerato fra le figure di spicco dell’architettura contemporanea, pioniere nell’uso del calcestruzzo armato nell’architettura: dal 2016 le sue opere sono state aggiunte all’elenco dei siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Il percorso espositivo si sviluppa lungo tutto il terzo piano della Pinacoteca e ripercorre la vita di Le Corbusier, incentrata sulla continua ricerca di idee e ispirazioni, raccontandola attraverso oggetti, disegni e fotografie.

Gli oggetti presenti sono stati riscoperti e valorizzati in seguito al restauro dell’appartamento parigino di Le Corbusier, in Rue Nungesser et Coli. Si tratta di sassi, pezzi di legno, conchiglie, oggetti di metallo, vetri e materiali che raccoglieva considerandoli “objets à réaction poétique” (oggetti a reazione poetica) perché capaci di innescare in lui il processo creativo. Ad esempio, il carapace di granchio esposto ha dato origine all’idea del celebre tetto della Cattedrale di Notre-Dame du Haut, a Ronchamp, in Francia, uno dei più celebri esempi di architettura religiosa moderna. Sarà visibile anche l’archivio cartaceo delle fonti di ispirazione in cui venivano conservati, meticolosamente classificati per soggetto, ritagli di giornale, cartoline e biglietti del treno.

La mostra comprende diverse fotografie e schizzi di automobili e mezzi di trasporto. “Sappiamo che Le Corbusier era un grande appassionato di automobili – spiegano Ginevra Elkann e Marcella Pralormo, presidente e direttrice della Pinacoteca - aveva raccolto molto materiale sull’auto probabilmente perché gli era utile per realizzare uno dei suoi sogni più grandi: disegnare un’automobile. Una sfida inseguita per molto tempo e con energia”.

Una sezione è completamente dedicata ai viaggi di Le Corbusier, anch’essi raccontati attraverso biglietti, dépliant turistici e cartoline di monumenti e paesaggi che l’artista amava raccogliere e conservare accuratamente, in modo non molto diverso rispetto a quello con cui sono esposti al pubblico.

Particolare attenzione è data ai tre viaggi che Le Corbusier fece a Torino: nel 1902, all’età di sedici anni, in occasione dell’esposizione Universale alla Promotrice delle Belle Arti, dove il futuro architetto aveva esposto un orologio, nel 1934, quando venne ritratto a bordo di una Balilla sulla pista del Lingotto e l’ultimo, nel 1961, quando fu invitato dall’ICOM a tenere un discorso sul tema del museo ideale in occasione della conferenza annuale dell’associazione durante le celebrazioni di Italia61.

Centrale nella mostra il ruolo dell’artista-curatore Christian Chironi, che non si è limitato alla mise en forme della collezione nello spazio espositivo, ma creerà attività educative, raccontando il suo progetto My house is a Le Corbusier, programma di residenza itinerante e autogestito che prevede soggiorni nelle abitazioni di Le Corbusier in tutto il mondo. La mostra è corredata da un catalogo edito da Corraini con il progetto grafico di Studio Radl. Per garantire la sicurezza dei visitatori è assicurato il rispetto delle norme vigenti e l’accesso avviene tramite ingressi contingentati con prenotazione consigliata nei giorni feriali e obbligatoria nei giorni festivi tramite il sito web della Pinacoteca.