
“Io non prendo droghe: io sono una droga”. Stanno tutte in questa frase, la grandezza, la follia e l’estro di Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí i Domènech, marchese di Pùbol, nato e morto 85 anni a Figueres, nel lembo estremo in cui la Catalogna diventa quasi Francia.
Un artista a tutto tondo, pittore, scultore, scrittore, fotografo, cineasta, designer, sceneggiatore e mistico, reso celebre dall’uso sfrontato di diversi stili, dal dadaismo al surrealismo, conditi da un ampio uso del simbolismo. Perdutamente innamorato del bello e di “tutto ciò che è lussuoso ed eccessivo”, Salvador Dalí amava riprodurre gli orologi (celebri quelli “molli”), gli elefanti dalle gambe sottili e le uova, utlizzandoli come metafore in cui racchiudere la speranza, l’amore, il senso stesso della vita e dell’arte. Un personaggio che amava stupire e incantare, trasferito direttamente nell’immaginario collettivo con un’immagine ricorrente: due baffi appuntiti con la brillantina, il mantello, il bastone e gli occhi perennemente spalancati. Il tutto accompagnato dalle sue celebri frasi: “Ogni mattina, prima di alzarmi, provo un sommo piacere: quello di essere Salvador Dalí”.
Ma Dalí non è stato solo un pittore, piuttosto un artista che non si limitò mai alla sola produzione di quadri o di opere d’arte bidimensionali. Vetro-cristallo, mobili, gioielli e soprattutto sculture in bronzo: la sua arte sfociava da qualsiasi strumento avesse a disposizione.
Partendo da questo concetto, è nata la mostra Salvador Dalí - The Exhibition, prodotta da “Next Exhibition” in collaborazione con “The Dalí Universe”, società che gestisce di una delle più grandi collezioni private al mondo di opere di Dalí. Le antiche cucine della Palazzina di Caccia di Stupinigi, diventano il palcoscenico per ammirare una mostra unica nel suo genere, del tutto inedita per Torino, che espone i diversi aspetti della produzione artistica di Dalí, composta da una scultura monumentale, le sculture museali in bronzo, i libri illustrati e gli oggetti in pasta di vetro. Opere prestate a più di 100 importanti musei internazionali ed esposte in prestigiose location, che hanno girato il mondo per essere ammirate da oltre 12 milioni di persone.
Il percorso ospita sculture di grande formato, in cui spicca il gioco delle connessioni e delle trasformazioni, mentre le ossessioni visive dell’artista prendono forma nello spazio attraverso la manipolazione fisica degli oggetti. Tra questi: “La Danza del Tempo” (1979-1984) e “La nobiltà del Tempo” (1977 – 1984), la contrapposizione tra “L’uomo con la farfalla” (1968-1984) e “La donna in fiamme” (1980), “L’Elefante Spaziale” (1980) e “Il Cavaliere surrealista” (1971 – 1984).
I capolavori in vetro e cristallo stupiscono per cromie e forme, dal “Ciclope” (1968) alla “Chitarra” (1971) all’”Anti-Fiore” (1971), fino ad arrivare ai bronzi come “Il Violino” (1966) che con le sue forme ricorda una schiena umana o i due preziosissimi “Caducei” (1983) in oro 18 carati, argento e ametista.
L’esposizione presenta anche un quasi inedito Dalí illustratore con le grafiche a colori “Dopo dieci anni di Surrealismo” (1974), “Il bestiario di De la Fontaine” (1974) e “Immaginazioni e Oggetti del Futuro” (1975).
La connessione tra le opere protagoniste della mostra è curata da Beniamino Levi, uno dei massimi esperti di Salvador Dalí che ha conosciuto personalmente nelle sue residenze parigine e nella sua terra natale, la Spagna. Levi rimase talmente affascinato da alcune delle prime opere scultoree del Maestro da spronarlo ad esprimere la sua arte anche nella scultura, commissionandogli una serie di bronzi basati sulle immagini surrealiste più famose della sua incredibile carriera.
INFO PRATICHE
Salvador Dalí - The Exhibition
Palazzina di Caccia
Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi
dal 12 novembre 2022 al 19 febbraio 2023
Orari: mart/ven 10/17:30, sab/dom 10/18:30, lun chiuso
Ingresso: 13 euro















