ARTE – Ememem, lo street artist che ripara le strade

No, non è un ingegnere comunale con i sensi di colpa per le troppe buche che costellano strade e marciapiedi. È uno street artist, si fa chiamare “Ememem” ma nessuno sa chi sia, nessuno l’ha mai visto in faccia. Sui suoi profili social si limita a spiegare che faceva parte di un collettivo underground, e che oltre ad organizzare concerti rock ha sempre nutrito la passione per i mosaici, individuando la vena artistica in una visione di utilità sociale della street art.

Malgrado si tratti di arte, secondo le leggi i suoi interventi sono catalogati alla voce “vandalismo”, e questo lo costringe ad agire di notte, quando la gente per bene dorme e quella cattiva è impegnata a fare altro. Ememem individua buche e crepe stradali e le riempie con mosaici coloratissimi, impossibili da non notare. Secondo l’inglese “Guardian”, sarebbero numerose le città ad averlo contattato per chiedere un preventivo e rimediare in modo brillante alle carenze della manutenzione ordinaria & straordinaria.

La sua tecnica viene chiamata “flacking”, incontro del termine francese “flaque” (pozzanghera) e il “kintsugi”, l’arte giapponese di riparazione della ceramica con l’oro.

“Ememem è un personaggio con cui mi piace giocare. Un’entità leggermente incrinata, ossessionata dai buchi da riempire: ripara tutto il possibile, ovunque io vada.  Il suo lavoro non ha un’unica interpretazione, ognuno può vederci ciò che vuole, ma lo scopo è quello di riqualificare e rivitalizzare le strade delle città con l’arte. L’intento di Ememem è di portare ad una riflessione sul modo di organizzare i luoghi e spazi pubblici, ma anche su ciò che ciascuno di noi può fare per contribuire alla vita della propria comunità”.

A Lione, dove ha la sua base, negli ultimi cinque anni sono comparsi più di 350 mosaici, ma dal 2016 – anno in cui ha iniziato – le sue opere hanno toccato buche e in Norvegia, Spagna e Irlanda, comprese diverse città italiane come Milano, Genova, Firenze e Torino. Manca all’appello Roma, ma lì il lavoro forse sarebbe troppo anche per lui.