ARTE - Dopo mezzo secolo, le zuppe Campbell's cambiano immagine
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Senza le serigrafie pop art di Andy Warhol, che nel 1962 sceglie provocatoriamente i barattoli di zuppe come soggetto per una serie di opere, della “Campbell’s” forse pochi avrebbero avuto notizia. È vero, si tratta di un marchio di industria conserviera americano specializzato in zuppe vendute in 120 paesi al mondo, ma è stato Warhol ad aprire le porte della leggenda.

Nel mondo dell’arte conosciuta come “32 Campbell’s Soup Cans”, la serie comprende 32 quadri in polimero sintetico su tela raffiguranti tutti i barattoli di zuppa allora in commercio.

L’azienda era stata fondata nel 1869 da Joseph A. Campbell e Abraham Anderson, rispettivamente commerciante di frutta del New Jersey e produttore di giacchio. Dall’incontro nasce una linea di pomodori in scatola, gelatine, verdure, zuppe, condimenti e carni macinate. In occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1900, l’azienda presenta il logo rosso e bianco che a parte qualche ritocco estetico è rimasto immutato fino ad oggi.

Per questo, fa notizia la decisione della Campbell’s di dare una nuova immagine alle lattine, dopo oltre 50 anni. Anche se il design rosso e bianco resta, il logo è stato modernizzato eliminando l’ombreggiatura e rivedendo il carattere, più simile sulla firma originale di Joseph Campbell. Le differenze includono anche la parola “soup” stampata in un nuovo carattere.

I cambiamenti, assicura l’azienda, “vogliono evocare lo stesso senso di familiarità americana” a cui fin dall’inizio della propria avventura si è affidata la Campbell’s, con la speranza di creare una nuova generazione di clienti.

Le vendite delle zuppe Campbell’s sono letteralmente esplose l’anno scorso, quando la gente è stata costretta a mesi e mesi in casa a causa della pandemia.