AMBIENTE - Un mattoncino Lego è (quasi) per sempre
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Secondo i dati più aggiornati, nelle acque di tutto il mondo ci sarebbero 150 milioni di tonnellate di materie plastiche a cui servono millenni prima di riuscire a degradarsi.

Ma per tentare di determinare in modo esatto quanto tempo impiega la plastica più resistente prima di cedere all’acqua salata, alla sabbia, al vento e al sole, un team di scienziati inglesi ha ideato un test, pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista “Enviromental Pollution”, scegliendo come protagonista uno degli oggetti in plastica più iconici della storia: i mattoncini Lego.

Nel report si chiarisce che la scelta non è legata alla celebrità del gioco, quanto piuttosto alle statistiche: i Lego sono fra gli oggetti più comuni rinvenuti dai volontari che ripuliscono le spiagge in tutto il mondo, ed essendo prodotti in 60 miliardi di esemplari ogni anno, è del tutto normale che una percentuale vada persa. A conforto della ricerca viene citato anche il caso del Regno Unito, dove ogni anno 2,5 milioni di mattoncini Lego affiorano dalla rete fognaria, probabilmente gettati nel water in modo innocente da migliaia di bambini. In più, per quanto i Lego siano ormai realizzati in materiale riciclabile, non sono biodegradabili e anzi, in plastica decisamente resistente. Per essere ancora più precisi, dal 1963 sono composti di “ABS”, l’acrilonitrile butadiene stirene, un tipo di plastica ricavata dal petrolio assai comune, utilizzata anche per telefoni, computer e interni delle auto. L’impegno dichiarato dall’azienda è di arrivare al 2030 sostituendo l’ABS con materiali ecosostenibili, e al momento sono stati testati oltre 200 materiali diversi, individuando una bioplastica resistente che per il 98% è prodotta dall’etilene della canna da zucchero, che ha però un problema: non è biodegradabile.

La ricerca, che ha richiesto un lungo tempo di preparazione, è partita da una meticolosa raccolta dei mattoncini sulle spiagge inglesi, messi poi a confronto con quelli custoditi da alcuni fra i più noti collezionisti anglosassoni. Usando come parametro il peso, gli scienziati hanno accertato che malgrado il tempo trascorso a contatto con l’ambiente, i mattoncini hanno perso quantità di plastica variabili fra il 3 ed il 40% della massa totale. A quel punto, la stima ha permesso di arrivare alla risposta: un mattoncino Lego impiega 100 anni a degradarsi se lasciato libero nell’ambiente, ma ben 1.300 anni se invece finisce sul fondo del mare.