
Tre anni fa, una drammatica immagine del fotografo Justin Hofman aveva fatto il giro del mondo: mostrava un cavalluccio marino nelle acque di Sumbara, in Indonesia, che nuotava aggrappato ad un cotton fioc.
Non è un segreto che i bastoncini cotonati usati per la pulizia delle orecchie siano fra i peggiori nemici dell’ambiente: su 46 spiagge italiane, fra il 2016 e l’anno successivo, ne sono stati ritrovati quasi 7.000. Una cifra che mostra solo una piccola parte di un problema globale: un miliardo e mezzo di cotton fioc usa e getta prodotti ogni giorno, di cui buona parte destinata a finire sul fondo dell’oceano.
Dati che hanno messo in moto la fantasia di tre designer danesi Nicolas Aagard, Isabel Aagard e Kare, gli ideatori di LastSwab, un cotton fioc perfettamente riutilizzabile. “Abbiamo lavorato nell’ambito del product design per molti anni notando che la fonte dello spreco e dell’inquinamento è correlata ai prodotti ad uso singolo. Alcune aziende compensano il loro impatto ambientale facendo delle donazioni ad enti di beneficenza piuttosto che ripensare completamente ai loro prodotti: ma invece di rendere di donare, crediamo sia meglio realizzare prodotti riutilizzabili”.
LastSwab, prodotto dalla FACO CPH, è disponibile in due modelli: basic e beauty, entrambi realizzati in TPE (privo di ftalati) un polimero adatto all’uso sanitario/medico e facile da pulire. LastSwab vieneanche fornito con una custodia in fibra di mais biodegradabile.
Per creare cotton fioc senza fine, i tre designer hanno prodotto e testato decine di prototipi: l progetto è stato lanciato sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter riscuotendo un successo immediato. “Sembra che abbiamo raggiunto molti consumatori, dato che più di 10mila persone hanno detto addio ai cotton fioc usa e getta”. Una risposta talmente positiva da rafforzare l’idea dei tre designer che sia reale e fattibile la possibilità di trasformare i prodotti usa e getta in riutilizzabili. L’obiettivo è di rendere LastSwab disponibile in tutto il mondo: “Siamo convinti che l’età della plastica monouso, nonché la cultura “dell’usa e getta”, siano giunte al termine. Vogliamo che i prossimi prodotti riutilizzabili facciano parte di un futuro in cui saremo molto più consapevoli di come vengono utilizzate le risorse, perché un giorno i nostri nipoti possano ridere delle abitudini dei nonni, che buttavano via prodotti usati una sola volta, come se ci fosse un pianeta B”.











