
Non ci andava un genio, per capire che i blocchi del traffico erano una sorta di colabrodo: impossibile controllare tutte le auto circolanti, e al contrario semplicissimo passare inosservati, a meno di non incappare in un posto di blocco.
Così Torino sceglie di imitare Milano, dove i problemi sono gli stessi ma in compenso hanno cercato una soluzione che risponde al nome di “Move-In” (MOnitoraggio dei VEicoli INquinanti). Per essere più precisi si tratta di una sorta di “scatola nera” da installare sul veicolo che mette ordine fra le categorie escluse stabilendo una volta per tutte chi ha diritto o meno di circolare anche su veicoli inquinanti che da ottobre in poi comprenderanno anche i veicoli diesel Euro 4. Al momento sono 66, e vanno dagli agenti di commercio alle vetture storiche, compresi svariati permessi che comprendono anche i casi di visite mediche e ospedaliere.
In pratica, tutti potranno continuare a usare il proprio mezzo, ma per un tot di km che sarà stabilito in base alle emissioni, verificabile consultando l’app collegata alla “black box”. Finiti quelli, l’auto dovrà restare in garage fino all’anno successivo.
Altra novità, l’abolizione delle fasce orarie dei blocchi del traffico: in caso di “semaforo arancione” che indica il superamento per 5 giorni consecutivi dei livelli di PM10 nell’aria, il divieto di circolazione varrà per 24 ore in tutti i comuni interessati dal blocco.
Per chi si chiede quanti km sarà possibile fare annualmente con la propria vecchia auto, il Comune di Milano ha approntato uno specchietto che non è ancora chiaro se sarà adottato anche a Torino. Si va dai 1.000 km/anno per un veicolo Euro 0 ai 10.000 di un Euro 4, con percorrenza massima di 5.000 km fra il 1° ottobre e il 31 marzo.
L’inizio della sperimentazione è previsto per il 2 agosto: resta solo da capire chi pagherà la scatola nera.








