AMBIENTE – La Guida a foreste, boschi e alberi in Italia

Nel nostro Paese ci sono 11 milioni di ettari di e pinete, faggete e vivai: una bellezza verticale, profonda e resiliente ma anche una risorsa preziosa per affrontare la crisi climatica e i suoi impatti. Un bene comune perché forniscono “servizi” alla comunità: aria e acqua pulite, biodiversità, tutela del suolo, fissazione della CO2. Ma sono un monumento naturale e culturale perché raccontano storie e offrono benessere.

Con Il richiamo delle foreste (edizioni Altraeconomia, di Diego Florian, Alberto Pauletto, Marianna Usuelli, 192 pagine, 16,50 euro), Altreconomia, in collaborazione con FSC Italia, ha mappato 38 foreste e oltre 100 luoghi, itinerari, cammini e sentieri, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.

Una guida turistica e culturale orientata alla sostenibilità, ricca di riflessioni e informazioni sulle foreste italiane ma anche di indicazioni pratiche per visitare luoghi maestosi e spettacolari in tutta Italia. I boschi italiani sono un patrimonio di biodiversità: dal Gran Bosco di Salbertrand, il bosco dell’Alevè e quello delle Sorti della Partecipanza di Trino per il Piemonte alle faggete del Patrimonio Unesco, dalle pinete costiere toscane, alle foreste “sonore” da cui si producono i violini, dagli alberi “monumentali”, come i Giganti della Sila o gli agrifogli siciliani, fino alla macchia mediterranea. Una guida che si rivolge agli appassionati ma anche ai “turisti responsabili” che si avvicinano ad un turismo attento all'ambiente.

Perché le foreste siano importanti per l'uomo lo ribadisce nell'introduzione Diego Florian, direttore di FSC Italia: “Le foreste hanno accompagnato l'uomo fin dalla sua comparsa sul pianeta Terra, tra i 200.000 e i 300.000 anni fa: sono il luogo dove i primati vivevano prima di scendere a terra e camminare eretti, sono state il suo primo rifugio, la sua prima fonte di cibo e materia prima, il suo primo luogo di culto”.

Scrive Alessandra Stefani: “C’è sempre un buon motivo per andare per boschi e questo libro ne offre qualcuno in più, raccontandone aspetti sconosciuti, come la storia delle specie legnose che incontriamo, come sono state modellate per arrivare sino a noi, come potrebbero diventare evolvendosi di stagione in stagione, le traversie che hanno passato e di cui vediamo le tracce, o le cicatrici che gli eventi hanno lasciato”. Così Daniele Zovi: “Siamo in un periodo molto difficile, con scenari futuri molto preoccupanti e la consapevolezza dei danni che continuiamo a causare all'ambiente ci dà grande angoscia: entrare nel bosco, respirare, osservare con attenzione può farci stare meglio e consolarci. Ma non può bastare. Stare nella natura, conoscerla bene, è necessario per essere meno aggressivi nei confronti delle piante, degli animali e, perché no, dei nostri simili”.

La mission di FSC Italia è promuovere la gestione attiva e sostenibile dei boschi bilanciando interessi ambientali, sociali ed economici e garantendo, grazie alla certificazione, produzioni responsabili nella filiera forestale e la valorizzazione dei servizi ambientali offerti dai boschi.