AMBIENTE - La Giornata della Terra, malata grave

Fu l’attivista californiano John McConnell, nel 1969, a proporre una giornata per onorare il pianeta in cui viviamo: un’idea appoggiata dalle Nazione Unite, che dall’anno successivo stabiliscono nel 22 aprile l’Earth Day, la giornata mondiale della Terra.

Ogni anno di più, la ricorrenza si fa sinonimo di allarme: lo scenario globale è impressionante, e le previsioni sono fosche. Il tema di quest’anno, Restore Our Earth (Ripariamo la nostra Terra), raccoglie gli allarmi che suonano in tutto il mondo, chiedendo di tagliare drasticamente le emissioni di CO2 e di combattere il riscaldamento globale. Ma non fra 15, 20 o 30 anni: subito, perché il tempo sta finendo.

Come ogni anno, in tutto il mondo sono previste eventi e campagne di sensibilizzazione, ne parleranno in collegamento con la Casa Bianca 40 leader mondiali, e le rispettive rappresentanze hanno già annunciato “discorsi molto importanti” da parte del presidente americano Biden e del suo omologo cinese Xi-Jinping. Come tutti, anche loro hanno davanti il 2020, una manciata di mesi fa, che oltre alla pandemia si è autoproclamato l’anno record a livello globale per il caldo, le concentrazioni di anidride carbonica e le emissioni serra, tutte con punte da record. Non si tratta di campanelli di allarme, ma di conferme su ciò che gli scienziati ripetono da anni: il tempo delle parole è finito.

Per assurdo, nell’assurda cecità delle potenze mondiali, spesso si sovrappongo notizie di idee semplici, che se prese tutte insieme potrebbero comunque fare la differenza. Una delle più recenti arriva da Xiangyu Li, Joseph Peoples, Peiyan Yao e Xiulin Ruan, quattro ingegneri di origine orientale della Purdue University, nell’Indiana, che dopo numerosi test di laboratorio sono riusciti a creare la BaSO 4, la vernice più bianca mai realizzata finora. Non è una questione cromatica, quanto piuttosto la scoperta di una vernice che grazie al potere di riflettere il 98% della luce solare irradiando il calore nello spazio, riduce il riscaldamento globale: il risultato, applicato ad un normale edificio, sono abitazioni più fresche, che non necessitano più di impianti di aria condizionata. La BaSO 4, che utilizza esclusivamente particelle di solfato di bario, è il risultato di 4 anni intensi di esperimenti: una  soluzione rapida, veloce, indolore e che non necessita di installazioni, burocrazia, investimenti e autorizzazioni, ma solo di una mano di vernice. È stata presentata sulle pagine della rivista ACS Applied Materials & Interfaces ed è lì, pronta per la produzione.