
Pare ci sia voluto un po’ di tempo e pazienza, ma alla fine, i ricercatori tedeschi dell’Institute of Beahavioural Physiology e quelli neozelandesi della School of Psychology sono riusciti in un’impresa che sembrava al limite dell’impossibile: insegnare ai vitelli a usare il vasino per i bisognini.
Non era un bislacco tentativo di conquistare qualche record strano, ma un esperimento accompagnato da finalità scientifico-ambientali assai serie, nel tentativo di contenere l’inquinamento creato dai prodotti contenuti nell’urina dei bovini. Un capitolo non da poco nella lotta all’inquinamento, visto che ogni capo produce fra 20 e 30 litri di urina al giorno, e l’azoto e l’ammoniaca rilasciati, combinandosi con i minerali contenuti nel terreno, finiscono per creare sostanze che liberate nell’aria contribuiscono del 300% all’effetto serra. E questo senza contare che raggiungendo falde acquifere e corsi d’acqua, favoriscono anche la crescita di alghe e piante altamente infestanti.
Dopo mesi di tentativi, il team ce l’ha fatta, dimostrando che la specie può essere facilmente indotta a ripetere un gesto che ha assimilato. Per arrivare ad insegnare a 15 vitelli dove fare i bisognini, i ricercatori hanno studiato un metodo che mescola i principi della psicologia comportamentale ai metodi di addestramento per cani: per ogni pipì fatta nel posto giusto, un bocconcino in premio.
Ma certo, ammettono gli scienziati, pensare di educare i vitelli a fare “plin plin” nel vasetto non è esattamente un processo immediato. Per cominciare, l’idea andrebbe ingegnerizzata creando prima latrine da sistemare in modo strategico nell’allevamento, poiché non è ancora chiaro quanto i vitelli siano in grado di trattenerla, e quindi mettere a punto sistemi dotati di sensori in grado di valutare se l’animale ha fatto i bisogni nel posto giusto, e nel caso tarati per rilasciare il premio in automatico.








