
Con la pubblicazione sul Portale dell’Automobilista dell’elenco degli apparecchi approvati, delle officine abilitate e dei modelli compatibili, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato il via definitivo all’utilizzo dell’alcolock. Da questo momento il dispositivo che blocca l’avviamento del motore in presenza di alcol nel respiro non è più solo previsto sulla carta, ma pienamente operativo.
Il meccanismo è semplice ed efficace al tempo stesso: prima di accendere l’auto il conducente deve effettuare un test soffiando in un beccuccio monouso collegato a un etilometro integrato nell’impianto di accensione. E se il valore rilevato non è pari a zero, il veicolo non parte. Solo un esito completamente negativo consente di mettere in moto. Strumenti analoghi sono già adottati in diversi Stati europei e le norme comunitarie, a partire dal 2022, hanno imposto che le nuove vetture siano tecnicamente predisposte per l’installazione.
L’obbligo riguarda chi viene condannato definitivamente per guida con un tasso alcolemico oltre 0,8 grammi per litro, limite oltre il quale scattano conseguenze penali. Oltre a multe consistenti, che possono arrivare fino a 3.200 euro, sono previste sospensione della patente, perdita di punti e, nei casi più gravi, anche l’arresto. Una volta concluso il procedimento, sulla patente viene annotato il codice 69: per due anni, che diventano tre se il valore superava 1,5 g/l, si potranno condurre soltanto mezzi dotati del dispositivo. La prescrizione vale per qualsiasi veicolo utilizzato, non solo per l’auto privata ma anche per mezzi pesanti o autobus, e può essere prolungata su decisione della commissione medica.
Dal punto di vista economico, l’installazione può arrivare a costare intorno ai 2.000 euro ed è interamente a carico dell’automobilista sanzionato, cifra a cui si sommano la revisione periodica dello strumento, necessaria almeno una volta l’anno, e l’acquisto dei boccagli usa e getta, uno per ogni tentativo di avviamento. A bordo occorre inoltre conservare i documenti che attestano il montaggio e la corretta taratura. I dispositivi sono sigillati per evitare manomissioni e qualsiasi intervento non autorizzato comporta sanzioni aggravate.
La presenza dell’alcolock può incidere anche sull’organizzazione familiare, perché se in casa c’è un’unica vettura equipaggiata con il sistema, chiunque voglia guidarla dovrà sottoporsi al test e risultare completamente sobrio, anche se non ha mai commesso infrazioni.
Ulteriori criticità emergono considerando l’età media elevata delle auto in circolazione in Italia. Molti modelli meno recenti non sono compatibili con i dispositivi oggi omologati e l’offerta di apparecchi approvati è ancora limitata. Anche la distribuzione delle officine autorizzate non è omogenea sul territorio, con possibili disagi per chi deve procedere all’installazione.
Chi si mette al volante senza aver adempiuto all’obbligo rischia nuove sanzioni e ulteriori sospensioni della patente: tentare di eludere il sistema o rimuoverlo può comportare conseguenze ancora più gravi, fino a profili penali. In caso di incidente, inoltre, la compagnia assicurativa è tenuta a risarcire i danni ai terzi, ma può poi rivalersi sull’assicurato per recuperare le somme versate, con ripercussioni economiche potenzialmente molto pesanti.








