AGRICOLTURA - I trattori a guida autonoma
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Prima, molto prima che le automobili a guida autonoma conquistino il mercato, sostituendo per sempre l’automobilista con software, radar e sensori, c’è un settore che sarà coinvolto per primo: l’agricoltura.

Secondo gli esperti è quesitone di poco, poi diremo addio ai contadini con il cappello di paglia in testa e gli stivali in gomma alla guida dei trattori: al loro posto un’intelligenza artificiale in grado di fare tutto, compreso tornare nella rimessa e mettersi sotto carica in modo autonomo.

L’accelerazione, rispetto all’automotive, nasce da un semplice dettaglio: appezzamenti di terreno da coltivare sempre più grandi e nessuna (o molto scarsa) possibilità di dover fare i conti con la presenza di altri veicoli, come invece accade nel caso del traffico cittadino. Una ricerca ha accertato che la stragrande maggioranza dei terreni sono rappresentati da forme geometriche che necessitano sempre delle stesse azioni: fertilizzazione, aratura, semina e raccolto.

Tratte queste conclusioni, due aziende russe - la Rusagro e la Cognitive Pilot – ci hanno dato dentro con la ricerca, spingendosi verso la creazione del Cognitive Agro Pilot, un sistema di guida autonoma di livello 3 per veicoli agricoli di ogni genere. La cifra – il 3 – è il massimo previsto nella scala della guida autonoma, quello che non richiede alcun apporto umano: fa tutto da solo. Per essere ancora più chiari, le auto a guida autonoma attualmente in commercio sono dotate di livello 1, e la più all’avanguardia in materia è la Tesla, che si ferma al livello 2 assicurando la capacità di sterzare e frenare in completa autonomia.

I sistemi delle due aziende russe funzionano attraverso un’intelligenza artificiale in grado di “leggere” l’andamento del terreno, individuare eventuali ostacoli e muovere il mezzo di conseguenza. Il tutto attraverso le immagini provenienti da videocamere e sensori di bordo.

Il successo dell’automazione nel campo dell’agricoltura è dato per certo anche perché risolverebbe un altro problema di portata mondiale: la mancanza di manodopera. Sempre meno gente è disposta alla fatica, alle levatacce del mattino e terra e fango perennemente addosso. A questo va aggiunto il problema recente della pandemia, che secondo gli esperti potrebbe non restare un caso isolato. In più, i calcoli della Cognitive Pilot hanno valutato che l’uso del sistema può ridurre il costo del grano dal 3 al 5% e dimezzare le perdite.