
Una pandemia non è per sempre - come un diamante - ma quasi certamente una compagna con cui bisognerà fare i conti per un bel po’ di tempo. Il mondo si è fermato, ma proprio perché al momento non esistono certezze, si ingegna sempre più a trovare soluzioni che permettano di riprendere possesso di quello che era prima. Anche se magari un po’ rivisto e corretto, ma è inevitabile.
Dopo la ristorazione e i parrucchieri, il cui urlo di dolore chiede soluzioni praticabili prima di annientare un comparto fondamentale per l’economia, ci sono il cinema, la musica e il teatro. Anche loro azzerati, come forse non è mai successo prima nella storia dell’umanità.
Ma anche in questo caso, c’è chi si sta ingegnando per trovare qualche strada alternativa. Un esempio arriva dall’Alexandra Palace, spettacolare edificio vittoriano immerso nei 77 ettari di immenso un parco di Londra, trasformato in sede multifunzionale di eventi, musica, svago, educazione e intrattenimento. Secondo il cartellone della stagione teatrale, proprio all’Alexandra Palace il prossimo settembre avrebbero dovuto debuttare due opere prodotte dalla “ENO” (English National Opera), una delle più celebri compagnie operistiche londinesi, nota per le produzioni spettacolari e a volte controverse. Ma sul cartellone è calata la mano pesante del lockdown con l’annullamento degli spettacoli in corso e il forte dubbio per quelli successivi.
Per scongiurare di mandare in fumo la produzione, costata fatica e investimenti, oltre all’impegno della compagnia, la ENO ha scelto la terza via, l’unica possibile: il Drive & Live, uno spettacolo teatrale nel perfetto stile dei drive-in americani.
Gli spettatori dello spazio adibito al Drive & Live possono accedere con la propria auto, fermarsi nei posti indicati e quando si spengono le luci, invece del nuovo kolossal di Hollywood arrivano gli attori in carne e ossa, anche loro opportunamente distanziati sul palco con almeno due metri uno dall’altro.
Nessuna necessità all’ingresso di misurare la temperatura o di indossare la mascherina, ma in compenso divieto assoluto di scendere dall’auto: i pop-corn, la bibita e le caramelle vanno portate da casa. E per rimediare anche al rischio di applausi che dalle auto chiuse si sentano poco, la richiesta agli spettatori è di lampeggiare con gli abbaglianti o suonare il clacson, ma nel secondo caso meglio se solo a fine spettacolo, per evitare confusione.
Gli spettacoli, previsti in 12 repliche, saranno una versione ridotta di 90 minuti de La Bohème di Puccini e una del Flauto Magico di Mozart. La “prima” di ognuno dei due eventi sarà riservata gratuitamente agli operatori medici e sanitari della NHS, la sanità inglese.
Certo, è un esperimento, ma in caso di successo l’English National Opera spera di diffondere il concetto di Drive & Live in altre parti del Regno Unito, magari sfruttando spazi come ippodromi o dimore storiche con giardini ampi. Secondo Stuart Murphy, amministratore delegato dell’ente operistico, “L’idea rientra perfettamente nella missione della compagnia: rendere l’opera un bene di tutti e per tutti. È un esperimento e se mai funzionasse come speriamo potrebbe essere un modo per portare una forma d’arte alla gente in un modo totalmente diverso ma non meno autentico del teatro canonico. Siamo convinti che la gente abbia un disperato bisogno di socialità: se in rete vedo 50 musicisti che cantano o suonano da casa, mi rammarico, perché per quanto ce la mettano tutta manca il calore”.
L’idea è di sistemare i veicoli più ingombranti nella zona posteriore, e si pensa di ammettere chi arriva in moto in biciclette. “Abbiamo avuto qualche scambio di idee con alcuni teatri d’opera internazionali, e tutti pensano che siamo sulla buona strada. È un tentativo disperato di far quadrare il cerchio: ridare fiato al teatro e permettere alla gente di riassaporare momenti di collettività, ma rimanendo al sicuro”.
Diversi paesi di recente hanno permesso ai drive-in di rimanere aperti anche durante il lockdown: in Germania ne esistono due, ad Essen e Colonia, e secondo l’Hollywood Reporter entrambi fanno il tutto esaurito ad ogni proiezione. Negli Stati Uniti, la patria del drive-in, meno di 25 dei 320 drive-in esistenti sono aperti al pubblico, ma la situazione potrebbe cambiare molto presto. Il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha annunciato che sta considerando la possibilità di consentirne la riapertura: “Dov’è il problema? La gente sta in macchina con le stesse persone con cui vive”.








