
Correva la stagione 1965/1966, quando la UEFA decise di introdurre una nuova norma: la regola del gol in trasferta che valeva doppio. A beneficiarne per primo fu il Benfica, a cui bastò una rete di Eusebio per eliminare i nordirlandesi del Glentoran al primo turno di Coppa Campioni.
Dopo mezzo secolo, con decine e decine di sfide e tornei decisi spesso per una rete striminzita, la stessa UEFA ha deciso che la norma del goal pesante in trasferta non ha più senso di esistere. Un tempo voleva “proteggere” le squadre ospiti dal giocare su un campo sconosciuto, e con l’intera tifoseria schierata contro. Oggi, con i viaggi aerei più semplici di un tempo, è assai improbabile che questo accada di nuovo.
“La regola dei gol in trasferta è stata una parte intrinseca delle competizioni Uefa da quando è stata introdotta, nel 1956. Tuttavia, la questione della sua abolizione è stata dibattuta in vari incontri negli ultimi anni, e sebbene non ci sia stata unanimità di opinioni, molti allenatori, tifosi e protagonisti del mondo del calcio hanno messo in dubbio l’equità di questa regola e hanno espresso la loro preferenza affinché fosse cancellata - ha commentato il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin - l’impatto della regola ultimamente andava contro il suo obiettivo originario, in quanto dissuadeva le squadre di casa ad attaccare, perché temevano che concedere un gol potesse dare agli avversari un vantaggio cruciale. Altre critiche riguardavano il fatto che in caso di supplementari la squadra di casa fosse obbligata a segnare due volte in caso di gol di quella ospite. Il vantaggio di giocare in casa, ai giorni nostri, non è così significativo com’era una volta”.
A partire dalle prossime edizioni di Champions League, Europa League e Conference League, compresi i torni giovanili e i campionati femminili, la regola non varrà più. In caso di parità nelle due sfide si andrà a supplementari e rigori.
La FGCI, la federazione italiana, si esprimerà nel giro di pochi giorni.








