
La Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne nasce il 17 dicembre del 1999 per volontà dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il giorno scelto, il 25 novembre di ogni anno, ricorda il brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, che avevano tentato di combattere il regime di Rafael Trujillo, per oltre 30 anni dittatore della Repubblica Dominicana.
In Italia, nei primi dieci mesi del 2020, sono state uccise 91 donne: una ogni tre giorni. In Piemonte, fra gennaio e settembre, si contano 113 violenze sessuali, 582 casi di maltrattamento e 417 atti persecutori.
REGIONE E QUESTURA
Si intitola La mia doppia faccia, la campagna fotografica ideata e organizzata dal Consiglio regionale in occasione del 25 novembre, a cui hanno aderito diversi artisti piemontesi, a testimonianza del fatto che per aiutare le donne vittime di violenza, bisogna prima occuparsi degli uomini violenti: riconoscendoli e fermandoli.
Il messaggio istituzionale di quest’anno è infatti un avvertimento degli uomini stessi a tutte le donne, a guardare con attenzione chi si frequenta, chi si ha accanto, un invito ad osservare i piccoli gesti, il linguaggio, le intenzioni. Un appello a cogliere segnali inequivocabili di violenze che possono mettere a rischio la salute, i sentimenti, e in qualche caso anche la vita.
Un doppio scatto fotografico per rappresentare i cambi di personalità e le numerose sfaccettature di abusi psicologici, fisici, economici e sessuali. Tra i testimonial noti che hanno prestato il loro volto alla campagna si sensibilizzazione, l’attore Fabio Troiano, il comico e conduttore televisivo Beppe Braida, l’attore e illusionista Marco Berry, i comici Marco e Mauro e i musicisti della band piemontese Bandacadabra.
Nel corso del 2020, nonostante il lockdown, l’attività di prevenzione e contrasto della Polizia di Stato nei confronti della violenza domestica e di genere non si è mai fermata: 120 sono stati gli ammonimenti adottati dal Questore di Torino nei primi 10 mesi del 2020; 123 le persone accolte in “una stanza per te”, dedicata specificatamente all’ascolto delle vittime di violenza di genere e domestica; 170 gli arresti tra maltrattamenti (110) e stalking (60), con un netto aumento rispetto ai primi 10 mesi del 2019, quando gli arresti per il primo reato sono stati 78 e quelli per il secondo 24. Grazie alle chiamate in emergenza e agli interventi delle volanti, il numero degli arresti per maltrattamenti è rimasto prossoché stabile anche nei mesi del lockdown, con un picco di rilievo nel mese di maggio (15 arresti). Ben 19 sono stati gli allontanamenti d’urgenza dalla casa familiare della persona violenta, un efficace strumento di aiuto alla vittima, contro i 4 trasferimenti della persona offesa in casa protetta.
Si rinnova, anche per quest’anno la collaborazione con la Polizia di Stato attraverso 4 video interviste in cui il personale della Polizia di Stato in forza alla Questura di Torino, in particolare specialisti del settore che operano presso la Divisione Polizia Anticrimine e presso alcuni Commissariati di P.S. territorialmente importanti, mettono a disposizione dati, storie e racconti di denunce e interventi. Il lockdown non ferma SOS donna, il portale web contro le violenze di genere che, attraverso un questionario online, sonda la conoscenza dei giovani sulla violenza psicologica. 10 domande rivolte ai giovani tra i 15 e i 20 anni delle scuole superiori e dei primi due anni dell'università, per ‘smascherare’ atteggiamenti presenti tra i giovani che non vengono immediatamente percepiti per quello che realmente sono: atti di abuso psicologico, forma di sopraffazione meno riconoscibile di quella fisica. La compilazione è in forma anonima e individuale, e c’è tempo fino al 15 marzo 2021, con i dati resi noti il mese successivo. Anche quest’anno, il Consiglio regionale dedicherà uno spazio nel cortile d’onore di Palazzo Lascaris alla Panchina rossa, simbolo della giornata.
IL COMUNE
Torino è impegnata da anni nel promuovere e sostenere iniziative di prevenzione e contrasto alla violenza di genere attraverso servizi come il Centro Antiviolenza comunale, la Polizia di Prossimità del Corpo della Polizia Municipale, specializzata nel contrasto della violenza e lo stalking, e il Servizio Pari Opportunità preposto al coordinamento delle politiche di prevenzione e contrasto in cui è incardinato il CCVD (Coordinamento Contro la Violenza sulle Donne), composto da associazioni ed enti che per statuto prevengono e contrastano la violenza di genere.
Il lockdown ha avuto conseguenze profonde sulla vita di tutti, ma con impatto differente sulla cittadinanza.
Per celebrare il 25 novembre, il Servizio Pari Opportunità della Città, in collaborazione con le associazioni e gli enti aderenti al CCVD, ha organizzato specifiche iniziative di informazione e sensibilizzazione per prevenire e contrastare la violenza contro le donne, tra cui una campagna di comunicazione consistente in 1.200 manifesti formato 100x140 che andranno in affissione sui circuiti comunali e 30.000 cartoline distribuite nelle Farmacie Comunali: entrambe riportano il numero verde nazionale contro la violenza sulle donne 1522 e l’elenco dei Centri Antiviolenza.
Tra gli obiettivi del piano c’è il tentativo di stimolare la capacità di riflessione e approfondimento sul tema della violenza da parte di tutta la cittadinanza. Per questo, si è deciso di sostenere e esporre sotto i portici tra via Po, via Bava e piazza Vittorio la campagna di Amnesty International #Iolochiedo: il sesso senza consenso è stupro, con la realizzazione di 18 banner sottoportico che riportano i messaggi e i dati della campagna di comunicazione di Amnesty International.
Tutte le iniziative realizzate nel territorio torinese, in occasione della Giornata, vengono raccolte in un opuscolo informativo on line sul sito istituzionale della Città e sul portale delle Pari Opportunità I.R.M.A.





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