
Ormai, fra il genere umano e gli smartphone è guerra aperta: sono sempre di più i luoghi dove è caldamente consigliato non usarli. Ma visto che l’invito gentile serve a poco, esattamente come succede da quest’anno nelle scuole italiane, negli Stati Uniti sta letteralmente esplodendo la tendenza dei ristoranti “Phone free”, dove il divieto non si limita ad una sorta di preghiera, ma ad un obbligo: chi entra deve consegnare lo smartphone che viene chiuso in una custodia magnetica, per riprenderlo solo all’uscita. Liberi di accettare o meno, ma a chi si rifiuta dei camerieri gentili spiegano che allora è meglio andare da un’altra parte.
Eppure, secondo dai assai freschi, sono molti di più coloro che accettano, spesso incuriositi dall’idea di restare ore senza l’obbligo compulsivo di scrollare, controllare le mail o leggere i messaggi in arrivo.
Una rivoluzione lenta ma inevitabile, per adesso riservata a locali d’alto lignaggio, che non amano il trillo continuo accompagnato dalla frase “Non mi disturba affatto”, e nemmeno la distrazione e la scarsa attenzione riposta nelle portate, che a quel livello meritano invece tutta la considerazione del momento.
Dietro all’idea si nasconde un cambiamento culturale che punta dritto verso la riscoperta dei rapporti umani, costringendo gente che non è più abituata a guardarsi negli occhi per parlare di persona e non a mandarsi messaggini.
Va da sé che la tendenza si concentra sulla cena, momento della giornata in cui bene o male il lavoro si è concluso, ma lascia in pace il pranzo, ancora nel pieno della giornata lavorativa. E spesso, l’invito ad abbandonare per qualche ora il proprio smartphone è accompagnato da un omaggio o da uno sconto finale.
In Italia, a lanciare per prima la tendenza era stata l’Osteria Rubbiana di Modena, seguita a breve distanza da diversi altri locali di Torino, Cuneo, Milano, Roma, Teramo, Trento e Verona.








