VACANZE - L’estate è sempre più cara

Pronti per le vacanze? Dopo aver chiuso le valigie e controllato luce, gas, finestre e antifurto, è bene dare una ripassata al budget, perché è una delle voci più a rischio.

Lo dice il “Codacons”, che partendo dai dati Istat ha confrontato le tariffe attuali con quelle del 2019, fino a stimare per l’estate 2025 una spesa in media più alta del 30% rispetto all’era pre-Covid.

Il settore dove i rincari si fanno sentire di più è il trasporto aereo: in soli sei anni, i voli nazionali sono cresciuti dell’81,5%, quelli internazionali del +61,5% e gli europei del 61%. Più contenuti i costi dei traghetti (13,9%), dei treni (+10,7%) e di autobus e pullman (+10,1%), a cui aggiungere il +8,3% del costo della benzina, il +12 del gasolio e il +7,2 di pedaggi e parcheggi.

“Chi preferisce optare per un pacchetto vacanza si ritrova a spendere il 56,6% in più rispetto al periodo pre-Covid, e per dormire fuori occorre fare i conti con i rincari delle strutture ricettive: nello stesso periodo i listini di alberghi, motel e pensioni sono saliti del 40,6%, villaggi vacanza e campeggi segnano un +12,7%, B&B, case vacanza e alloggi in altre strutture +22,7% - aggiunge Codacons - trascorrere una giornata al mare presso un lido o andare in piscina costa oggi in media il 32,7% in più rispetto a sei anni fa, ma a rincarare sono anche parchi divertimento (+21,4%), musei e monumenti (+20,5%), parchi nazionali, zoo e giardini (+13%)”.

A tutto questo va aggiunto necessariamente il capitolo di spesa legato al cibo, che significa fare i conti con un’altra infilata di rincari: +22,5% per cenare al ristorante o in pizzeria, rendendo la serata ancora più cara se ad anticiparli è stato un aperitivo (+18,2) o una birra fresca dopo una giornata di sole (+17,2).

Certo, si può tentare di ovviare mangiando in casa, ma i piatti tipici estivi si accodano al trend dei rincari, con pesce e prodotti ittici saliti del 23,9%, la frutta del 35, i gelati del 46,4 e la semplice acqua minerale del 30,5.

“Se si considerano solo le voci legate a trasporti, alloggi e servizi turistici, le vacanze estive 2025 costano in media il 30% in più rispetto a quelle del 2019 – denuncia Assoutenti - prima le misure legate al Covid, dal distanziamento alla sanificazione di locali e strutture aperte al pubblico, poi il caro-energia, hanno provocato uno tsunami nel comparto turistico con una crescita dei costi in capo ad esercenti e attività che è stata scaricata sui consumatori finali attraverso un incremento di prezzi e tariffe del comparto. Al termine di queste emergenze la ripresa dei flussi turistici, con il trasporto aereo che nell’ultimo mese ha superato i livelli del 2019, la rinnovata voglia di viaggi e spostamenti da parte degli italiani, assieme alle massicce presenze di visitatori stranieri registrate negli ultimi anni nella nostra Penisola, hanno “dopato” l’intero settore del turismo portando ad una crescita della domanda turistica e ad una ulteriore accelerazione dei listini al pubblico. Un aumento di prezzi e tariffe talmente inesorabile da essere insostenibile per una fetta sempre più larga di cittadini. Non a caso questa estate il 49% circa degli italiani, quasi uno su due, resterà a casa e non si concederà una villeggiatura tra giugno e settembre, contro il 39,5% dell’estate 2019, quasi il 10% di rinunciatari in più”.

Non sono migliori le stime di Assoutenti, che proclama l’Emilia Romagna la regione più conveniente dell’estate 2025: per una settimana di vacanza in hotel a tre stelle, una famiglia di 4 persone spende poco più di 1.000 euro a Rimini, un po’ meno di 1.500 a Riccione e oltre i 1.500 a Milano Marittima. Cifre che salgono spostandosi in Toscana, dove la spesa minima parte da 1.600 euro ar Lido di Camariore e Viareggio, ma schizza a oltre 2.200 euro a Marina di Pietrasanta. Per finire con la Liguria, che va dai 1.600 per una settimana a Rapallo agli oltre 3.500 di Santa Margherita Ligure.