
Che il periodo delle vacanze estive si avvicini sempre di più non lo dice solo il clima più clemente, ma certi piccoli segnali come ad esempio la tassa di soggiorno. Un’imposta locale che sembra recente, ma in realtà rappresenta una delle gabelle più antiche sopportate dal popolo italiano. Istituita nel 1910 per le stazioni climatiche, balneari e termali, nel 1938 viene estesa a tutte le località di interesse turistico. Nel 1990, in occasione dei Mondiali di Calcio ospitati in Italia, viene soppressa per favorire gli afflussi turistici, ma torna puntuale grazie a due provvedimenti, il primo del 2010, riservato al Comune di Roma, ed il successivo l’anno dopo, nel 2011, che concede ai Comuni la facoltà di imporre la tassa di soggiorno per un massimo di 5 euro al giorno a chi alloggia nelle strutture ricettive del territorio comunale.
Ora, se a questo si aggiunge che le previsioni turistiche per il 2025 parlano di un anno da record, è abbastanza scontato che la tassa di soggiorno, in alcuni Comuni italiani, sia destinata ad aumentare del 15,8%.
Ad uso e consumo di chi sta iniziando a pensare alle vacanze, al momento sono 51 i Comuni italiani che hanno introdotto o che a breve introdurranno l’imposta. Fra le città più grandi Udine, Caserta, Pavia e Ascoli Piceno, a cui si aggiungono località balneari come Bellaria Igea Marina, Quartu Sant’Elena, Castel Volturno, Gela, Montesilvano, Termoli, Bagheria e Torre del Greco. E ancora Crema, Ponti sul Mincio, Livigno, Pregnana, Valdieri, Limbiate, Boscoreale, Garbagnate, Uscio a Pieve, Nievole, Domodossola, Tirano, Ronco Canavese, Venosa, Vezzano, Duino Aurisina, Casalmaggiore, Petralia Sottana, Bastia Umbria, Azzano San Paolo, Santo Stefano Magra, Nocera Inferiore, Sesta Godano, Genzano, Valvarrone, Castel del Piano, Maslianico, Pioppi, Zone, Montecchio, Bosisio, Venaria Reale, Bedizzole.
Secondo l’Osservatorio nazionale di “Jfc”, ben 39 Comuni hanno applicato (o stanno per farlo) degli aumenti sulla tassa di soggiorno. Fra questi Capaccio Paestum, Novara, Oulx, Marsala, Milano, Bologna, Bolzano, Pesaro, Perugia, Vicenza, Viterbo, Limone, Gargnano, Cesenatico, Sirmione, Poggibonsi, Chiavari, Bardolino, Rapallo, Salò, Monterosso al Mare, Budoni, Cervia, Bibione, Alberobello, Fiumicino, Ferrara e Costermano hanno raddoppiato le tariffe. Lo stesso Roma e Venezia, dove tra Giubileo e biglietto di ingresso l'imposta di soggiorno potrebbe arrivare anche a 12 euro. Unica eccezione il comune di Brescia, che ha deciso di diminuire la tariffa del 50% ma dal sesto pernottamento consecutivo in poi.
La causa degli aumenti sarebbe conseguenza diretta dei tagli imposti dalla manovra di bilancio, oltre ad un modo per combattere il fenomeno dell’overtourism.








