
RIVAROLO CANAVESE - Scritte contro l'assessora. Vandali, di nuovo, in azione a Rivarolo Canavese. Questa volta, nel mirino di qualche sedicente writer con in mano una bomboletta spray sono finite la vetrina di un negozio imbrattata con un messaggio contro Alessia Cuffia. Proprio l'assessora della giunta Zucco Chinà era intervenuta a inizio marzo per bacchettare i soliti ignoti che avevano sporcato con pseudo graffiti in stile street art le nuove panchine di corso Italia.
Nei giorni scorsi, invece, è comparsa la spiacevole frase «La Umg pitta, Alessia Cuffia sta zitta» corredata da disegni e simboli più o meno comprensibili. «Non so dire con precisione da quanto sia lì, ma si tratta, senza dubbio, di un messaggio semplice, chiaro, diretto. Un messaggio che, per certi versi, mi ha anche fatto sorridere. Perché è da quando sono piccola che me lo sento dire, che devo stare zitta. Mia mamma prima. La maestra delle elementari poi. I professori all’Università. Eppure niente. Zitta io, non ce l’ho mai fatta a stare», ha risposto via social Alessia Cuffia.
Si tratta di un episodio spiacevole, infatti: «Non siamo più davanti ad una battuta. Non siamo più davanti ad una critica. Qui siamo davanti a qualcuno che sceglie deliberatamente di danneggiare una vetrina per lanciare un messaggio ben preciso. Non ho ancora la certezza assoluta di chi sia stato. Magari qualche ragazzino. Magari no. Ma qualcuno lo ha fatto. E quel qualcuno potrebbe essere il figlio, il nipote, il cugino di chi sta leggendo questo post. Ed è proprio questo che deve farci riflettere - spiega Alessia Cuffia - perché il problema non è la scritta in sé, ma il messaggio che si porta dietro. È la pretesa che un amministratore locale non possa parlare, esporsi, avere un ruolo, dire la sua. E queste cose, seppure nel loro piccolo, fanno male. E devono far riflettere. Perché è da qui che si costruisce (o si perde) il senso di una comunità. Continuerò a parlare, a lavorare, a metterci la faccia. E continuerò a farlo nel rispetto delle regole, del giusto e del senso del dovere».












