CANAVESE - Lupi pericolosi? Si apre la caccia: la Regione Piemonte difende gli animali
La caccia al lupo? Non in Piemonte. Almeno questo è l'indirizzo che sembra aver preso la Regione di fronte al piano presentato dal Ministero dell'ambiente. «Personalmente ritengo che, compatibilmente con le esigenze di sicurezza delle nostre comunità, i lupi siano un patrimonio naturale e anche culturale di tutto il Paese, e come tali vadano protetti e salvaguardati». Lo ha scritto su Facebook il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che nel pomeriggio ha incontrato a Torino alcuni rappresentati dei comitati a difesa del lupo. Comitati che da giorni chiedono la revisione del Piano per la gestione del lupo in Italia che prevede anche abbattimenti selettivi della specie. 
 
«L'approvazione del Piano - aggiunge Chiamparino - era inizialmente prevista per il 2 febbraio. Il documento è stato approvato, salvo il punto relativo all'abbattimento selettivo dei lupi, che sarà oggetto di un approfondimento politico nelle prossime settimane». Il piano è stato predisposto dal Ministero dell'Ambiente con la consulenza di una settantina di esperti. Oltre agli abbattimenti selettivi sono previsti monitoraggi della popolazione dei lupi, campagne di informazione sui sistemi di prevenzione naturali (cani pastori, rifugi, recinti elettrificati), gestione dei pascoli, rimborsi più rapidi per gli allevatori.
 
Fin qui tutto bene. Peccato che il piano, qualora le misure precedenti non dovessero funzionare, prevede anche un abbattimento controllato fino al 5% della popolazione complessiva di lupi in Italia. Al momento, secondo i dati aggiornati, in Italia ci sono fra i 100 e i 150 esemplari sulle Alpi e fra i 1.070 e i 2.470 nell'Appennino. Tra quelli delle alpi figurano anche quelli che hanno fatto capolino, nell'ultimo triennio, in Canavese e nel territorio del Parco nazionale del Gran Paradiso. Non più di una decina.
 
Anche altre Regioni hanno deciso di contestare il piano del Ministero nella parte che prevede la possibilità di ricorrere all'abbattimento selettivo degli animali.