La bellezza
«La bellezza salverà il mondo» è una delle frasi più celebri della letteratura mondiale. Dostoevskij la fa pronunciare al principe Miskin, protagonista de: ”L’idiota”. La frase è entrata a pieno titolo tra le espressioni più utilizzate. Citata infinite volte, ripetuta nei più svariati contesti, ha una rilevanza indefinibile. La bellezza è una considerazione che oltrepassa i comuni canoni estetici. Vivere in armonia, in un posto bello, aiuta a essere in pace con se stessi, maggiormente disposti nei confronti del prossimo. La bellezza ha anche un valore sociale, un valore educativo, è riconosciuto un legame tra etica ed estetica. L’ambiente, quando deturpato, favorisce la disarmonia dei luoghi. Quando accanto ad edifici storici sono costruiti ecomostri, l’effetto antiestetico è evidente. 
 
La bellezza della città deve diventare un punto fondamentale di ogni programma di governo locale. Se ciò fosse stato fatto in passato, gli orrori che sono stati perpetrati, le devastazioni dei paesaggi, non sarebbero avvenuti. La bellezza di una città è anche solidità delle costruzioni, recupero dell’esistente, difesa del suolo, utilizzo degli spazi comuni, risparmio energetico e mobilità sostenibile. Il degrado che deturpa le periferie, la devastazione delle campagne, l'incuria subita dai territori, fanno sì che i luoghi in cui viviamo rischiano di diventare un valore in parte perduto, sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista etico. La città del futuro, che racchiuda in sé il passato e il presente, non può prescindere dalla bellezza, l’architettura non ha solo un valore estetico, ma, anche economico, culturale e sociale. L’uomo vive nell’ambiente e da esso ne è influenzato.  
 
Nel programmare l’estensione del nuovo piano regolatore della città di Rivarolo abbiamo dato indicazioni ben precise, considerando l’aspetto della bellezza e il recupero del bello, come punto fondamentale nella costruzione dello strumento urbanistico del futuro. Il piano regolatore dovrà accogliere le istanze e le idee di tutti i cittadini, dovrà essere “partecipato”, per riconoscere e difendere, insieme ad atri parametri, il principio della bellezza.  La bellezza può essere la chiave per guardare in modo nuovo a politiche che interessano fortemente il territorio, come le scelte che riguardano le infrastrutture o quelle per l’offerta turistica, attraverso decisioni di investimento e selezione delle priorità dei piani strategici. Per progettare e costruire luoghi accoglienti, non basta che edifici e complessi urbani rispondano ai criteri delle moderne norme edilizie o ai parametri delle leggi urbanistiche. 
 
Paragonati alle città e al paesaggio che i nostri avi ci hanno consegnato, le realizzazioni urbanistiche recenti, mostrano i segni di una crisi, estetica e culturale insieme. Negli ultimi anni, abbiamo perduto la capacità di riconoscere e difendere la bellezza. La bellezza è un principio morale, ritorniamo a difenderlo, anche come valore educativo. (Alberto Rostagno, sindaco di Rivarolo Canavese).