CORONAVIRUS - Sindaci e amministratori annaffiano i fiori nei cimiteri: piccoli (grandi) gesti per dire che ce la faremo

Ci sono le aziende che riconvertono la produzione. I volontari che corrono in lungo e in largo per dare assistenza. Le associazioni che distribuiscono aiuti e viveri. Ci sono le forze dell'ordine costantemente sul territorio. I vigili del fuoco che tributano al personale medico il doveroso omaggio. La protezione civile che porta le mascherine alle famiglie. E ancora: chi dona materiali, chi fa il bonifico, chi si mette a disposizione per portare medicine e cibo a chi non può uscire di casa.

E ci sono medici, infermieri, Oss, volontari del 118 che combattono in prima linea, spesso mettendo a repentaglio la loro vita. Sindaci che regalano uova di Pasqua ai bambini, amministratore che stampano i compiti dei ragazzi, insegnanti che si fanno in quattro per proseguire le lezioni in teleconferenza. 

Insomma, l'emergenza coronavirus, di fronte a tanto male, ha tirato fuori anche tanto, tanto bene. Non ne avevamo grossi dubbi, sia chiaro: chi si impegna, chi fa qualcosa per gli altri, chi fa dell'altruismo una missione è pronto sempre, tutto l'anno. Che ci sia un'emergenza o meno. Ma in queste settimane di convivenza con il virus più aggressivo degli ultimi 150 anni, gli slanci di cuore hanno davvero superato ostacoli che sembravano insormontabili. Gesti semplici, a volte piccoli ma dal grandissimo valore. Gesti che, in fondo, sono la soluzione al problema, la conferma che, alla fine, «ce la faremo» per davvero. 

E tra questi segnali di attenzione per gli altri, da qualche giorno va annoverato l'impegno di decine di volontari, dipendenti comunali, cantonieri, sindaci, assessori e consiglieri comunali che, nel delirio dei positivi, delle quarantene e dei funerali senza nessuno, hanno trovato tempo e modo per passare in rassegna i cimiteri, mettere a posto qualche fiore e annaffiare i vasi rimasti obbligatoriamente senza custodia a causa della quarantena. 

Questo momento nero passerà. Ha messo in luce tante problematiche, tante criticità. Ma anche fatto emergere tante cose buone. Saranno quelle a farci ripartire, tra mille e altre mille difficoltà. Lo abbiamo già fatto altre volte. Lo rifaremo.

(dal blog del direttore)