CANAVESE - Il «conto» del rave-party lo pagano i cittadini...
Perchè la Pro Loco deve chiedere ogni tipo di autorizzazione (e pagare la Siae) mentre per i rave-party si fa sempre tutto abusivamente? Se lo chiede (in maniera più che legittima) il sindaco di Feletto, Stefano Filiberto. «Ho fatto un'ordinanza ma i carabinieri non potevano fare lo sgombero, per farlo sarebbe servito l'esercito - dice il primo cittadino interpellato dai colleghi di TorinoToday - ho visto migliaia di persone e stupefacenti circolare. Ora si pone il problema dei rifiuti: quasi tutto è stato riposto dentro sacchi neri. Le ditte che fanno lo smaltimento dei rifiuti andranno a rimuoverli, purtroppo a carico della collettività».
 
Solita storia, insomma: alla fine paga Pantalone. E dire che tra i ragazzi, almeno 2000, che per due notti di fila hanno spaccato i timpani di mezzo Canavese, c'erano soprattutto giovani benestanti che non hanno avuto difficoltà a procurarsi alcol e magari anche stupefacenti, forse vestiti un «po' così» ma dotati di qualche centone nel portafoglio. E' la regola dei rave-party, specie di quelli che portano gente da lontano. Nessuno del Canavese, quasi tutti da Lombardia e Veneto, qualcuno da Francia e Svizzera. Storia vecchia e, per giunta, ripetitiva. I carabinieri che passano ore a controllare soggetti che, alla fine, se la caveranno con un nulla di fatto. Nessuna denuncia, nessun controllo, solo la speranza, per chi abita nelle vicinanze, che tutto finisca in fretta.
 
Il sindaco di Feletto, in estrema sintesi, ha centrato il problema. Le regole che ci sono non possono essere applicate. Ne servirebbero di nuove, almeno un briciolo «performanti» per ridurre i disagi. Non si tratta sempre e solo di vietare: i fenomeni come i rave-party esistono in mezzo mondo. Basterebbe riuscire, con un po' di buon senso, almeno a governarli e ad evitare che diventino un problema per chi, al rave-party, proprio non ci vuole andare e magari alle cinque del mattino si alza per andare al lavoro. E se proprio anche questo non si riesce a ottenere, sarebbe già un passo avanti fare in modo che il «dopo» rave non ricada (sempre) sulle tasche dei cittadini. Anche questa volta, purtroppo, è andata così. E' l'Italia bellezza...