
Il detto in latino di Erasmo da Rotterdam “Piscis primum a capite foetet” o se preferite la versione che Giovanni Verga mise in bocca a don Franco in riferimento a padron ‘Ntoni: “Il pesce puzza dalla testa” forse rende bene l’attuale situazione sociale ed economica a tutti i livelli. Certo prendersela con la testa, con chi comanda a tutti i livelli, è facile. Dare la colpa agli altri è semplice, in questi giorni d’estate un caro amico mi ha raccontato questa storiella di quattro persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno, Nessuno. C'era un lavoro urgente da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece. Finì che Ciascuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ognuno avrebbe potuto fare. Questa semplice storiella mi ricorda qual è la malattia dell’attuale società del tutto e subito, lo “scaricabarile”, l'inerzia, l'indifferenza, il ricorso all'alibi per sottrarsi a un impegno personale, destinato a creare un beneficio anche per gli altri. Il dare sempre la colpa a qualcuno se tutto va male, il giocare sull’attuale insicurezza sociale cavalcando l’isteria della paura dello straniero, per una manciata di voti, verso i migranti che premono sempre di più alle frontiere e che nessun muro, vallo o barriera può fermare, i romani con i “limes” non erano già riusciti 1.500 anni fa! Forse il problema può essere risolto fermando le guerre che ingrassano i costruttori di armi.
Il gridare che tutto va male e poi con cinismo disfarsi durante il periodo estivo del cane o del gatto, perché sono divenuti un ingombro per il periodo vacanziero e magari cogliendo l’occasione propizia per parcheggiare gli anziani un case di riposo. Ecco lo specchio fedele della nostra società che emerge dalla noncuranza, trascuratezza, negligenza, disinteresse che alla fine corrompono e minano la stessa democrazia conquistata con il sacricio della vita di tante persone. La negligenza che sporca le nostre Comunità, l’ignavia che sporca le nostre città, che permette di inquinare e costruire dove non si doveva costruire lungo gli argini dei fiumi, poi la prima bomba d’acqua porta a delle tragedie umane ed economiche.
Siamo sempre tutti pronti ad essere iper-esigenti sui nostri diritti, vomitando insulti di fronte alla più piccola difficoltà o contrarietà. Ma di fronte ai propri doveri battiamo in ritiratasi avanzando ogni genere di scusa. Oggi nella società globalizzata è sempre attuale quello che affermava lo scrittore inglese Oscar Wilde: “il dovere è quello che ci aspettiamo dagli altri”. Se non superiamo il personale egoismo ottuso che scardina il tessuto della convivenza, dobbiamo ragionare, dunque, il "fare come se" per ritrovare la responsabilità la responsabilità dell'essere tutti un "Ognuno" con un compito, prima di diventare tutti un vuoto e inerte "Nessuno”, solo così “il pesce non puzzerà più dalla testa”, perché la “testa” è nell’Ognuno di noi!











