
Il nome “Novembre” deriva dal latino novem, “nove”, Nell’antico calendario romano novembre era il nono mese dopo marzo. Fino al 470 a.C. era seguito da Maglio, mese di caccia imperiale. In questi giorni di Novembre la pioggia continua a cadere e tutta la terra trapassa. Adesso che piove mi viene da riflettere che anche l’estate è riuscita a fare ciò che la maggior parte delle volte non riesco ogni giorno, non essere banale. Adesso che piove le luci sembrano goccianti ed incerte sui marciapiedi. In queste lunghe giornate di pioggia, anche gli istanti sembrano stanchi, scorrono con lentezza quasi a sussurrarmi la loro tristezza.
Mentre intorno la pioggia continua a cadere fine ed indolente sul mio cammino verso sera, mi viene da pensare che quando c’è la pioggia questa piove sia sul giusto e piove anche sull’ingiusto, ma purtroppo sul giusto molto di più, si sa i manigoldi rubano pure l’ombrello e non solo quello. Con la pioggia tutte la strada che passa nel parco vicino a casa è ormai traboccante delle copiose lacrime che cadono dagli alberi.
E si Novembre ha dato una bella festa con le foglie ormai ingiallite e fradice che svolazzano raminghe davanti a me come ballerine con il costume giallo con sfoggio di nastri rossi. Nella sera ormai inoltrata la pioggia continua a cadere, nel grande silenzio a interrotto dal mio lento camminare. Mi immagino le lunghe e spettrali ombre degli alberi come i fantasmi del passato che raccontano dei tempi passati. Ma che cos’è Novembre se non un punto interrogativo a matita, non capito. Sono indifferente al grigio sdraiato sui tetti ma non riesco a non farmi piacere il suo odore e della pioggia cerco di cogliere il ritmo e non il suo rumore











