
Leggo sui media della scontata notizia di questa ennesima assoluzione, ma se in Italia ormai i giudici assolvono ogni giorno i responsabili di centinaia o forse di migliaia di morti a causa dell’amianto, che cosa volete che siano i “peccatucci” dell’ex-cavaliere? La sua definitiva assoluzione da parte della Corte di Cassazione, è un evento destinato a lasciare comunque il segno. Sicuramente come la si pensi sulla vicenda, pro o contro si deve prenderne atto con rispetto. Mi viene da riflettere con l’assoluzione si può fare questo tipo di ragionamento che il personaggio in questione non sapeva che la ragazza partecipante alle famose, voluttuose e chiacchierate “cene”, fosse minorenne.
Ma allora è davvero la nipote di Mubarak? Affidare una minorenne ad un consigliere regionale non è illecito? Chiamare da Presidente del Consiglio in questura e mentire sull’età, seppure inconsapevole, e affidare una ragazza in chiaro stato confusionale non conferisce reato? Potrei proseguire per ore sui dubbi circa questa assoluzione. Ma preferisco parlare di una questione, anche se molti fanno finta di non aver sentito e capito, morale che mi sta a cuore come cittadino contribuente italiano, il dovere morale e laico sancito dall’art. 54 della Costituzione repubblicana di “adempiere con disciplina e onore” a ogni pubblico ufficio e tanto più al massimo ruolo di governo.
Certo, oggi, è stato assolto ma l’assoluzione non coincide sicuramente con un diploma di benemerenza politica e di approvazione morale! Queste sentenze non fanno ridere e quelli che ridono, ridono amaro. Come diceva un simpatico personaggio del capolavoro di Monicelli “La grande guerra”: “Peccato di Pantalone, pronta assoluzione”. E così IL Patrio Stivale va avanti, anzi indietro, facendo lo slalom tra uno scandalo e l’altro e prendo atto che nonostante l’assoluzione da parte della Cassazione, il declino e l’eclissi politica di questo personaggio è oramai inevitabile, come per Napoleone anche per lui si avvicina Sant'Elena.








