
I nostri leader Europei hanno un grosso problema di strabismo o miopia e necessitano di nuovi occhiali. In questi mesi si sono preoccupati che il grosso problema economico fosse la piccola Grecia, senza offesa per i greci una pulce nell’economia mondiale, e non si sono resi conto che il dragone asiatico della Terra di Mezzo arrancava e perdeva vigore. Ed ecco il crollo della Borsa di Shanghai con un ruzzolone clamoroso, -8,5%! Il risultato peggiore dal 2007. Oggi tutti i giornali del mondo ne parlano tranne i giornali cinesi.
L’agenzia di stampa Xhinua e il l Quotidiano del Popol, e i due principali organi della Repubblica Popolare, hanno piazzato la notizia in piccoli spazi sull’angolo delle loro home page. Un patetico tentativo degno del regime che governa in Cina di nascondere al mondo quello che il mondo già conosce benissimo e, se gli Usa e L’Europa puntano sulla Cina come motrice per la crescita globale, allora diamo fiducia ad un paese potente quanto inaffidabile. Il regime di Pechino con un maldestro tentativo ha cercato di riprendere il controllo del suo mercato azionario e nello stesso tempo di nascondere l’evidenza dei fatti. I governanti cinesi pensavano di imbrigliare la borsa che dall’inizio della scorsa estate ha guadagnato il 120% in meno di un anno, ma mentre la borsa saliva e le azioni valevano sempre di più, l’economia reale cinese continuava a rallentare e i profitti delle aziende non salivano.
Per risollevarle il regime ha fatto di tutto, sospendendo le contrattazioni di 2.800 società quotate, ha creato un fondo pubblico incaricato di comprare i titoli per farne risalire il valore, ha fatto divieto ai grandi azionisti di rivendere le azioni, obbligo per le imprese di ricomprarli. Pare secondo fonti autorevoli che Pechino ha speso 1.300 miliardi di yuan, cioè quasi 200 miliardi di euro. Insomma la stessa bolla speculativa che ci aveva già travolti nel 2007. Poi i primi cedimenti a giugno dove la Borsa cinese ha perso il 30% nel giro di tre settimane. A quel punto il governo ha deciso che le azioni, a Shanghai, per un po’ non sarebbero più scese.! Ma, il salvataggio del partito, ha funzionato momentaneamente, perchè i comunisti cinesi non hanno ancora capito che i mercati sono un animale difficile da regolare, noi in Europa abbiamo già dato come detto prima nel 2007, figuriamoci se è facile domarli del tutto.
Nessuno ha idea quale danno causerà all’economia reale cinese lo scoppio di questa “Lehman Brothers della terra di mezzo”. Quello che mi viene da chiedere come mediocre ragioniere, ma possibile che nelle discussioni a Bruxelles il problema principale per l’economia dell’Euro fosse la piccola Grecia e nessuno vedeva o sentiva il respiro affannoso del Dragone che non trascinava più l’economia mondiale? Allora il problema con la Grecia era solo politico! Purtroppo, tornando alla caduta del Dragone, il rischio è forte anche per noi europei, che abbiamo il bistrattato Euro che ci protegge, perché senza questa valuta unica, in questi anni avremmo fatto default diverse volte. Il rischio è forte anche da noi, l’economia è ancora fragile e non so quali scenari si presenteranno nei prossimi mesi con una brusca frenata del Dragone.











