
Leggo che in un Comune Canavesano verranno introdotte le strisce blu! Insomma parcheggi a pagamento. Rifletto allora che l’automobile, mezzo ormai indispensabile per muovermi per andare a lavorare, fare esami sanitari o commissioni fuori dal mio Comune di residenza, non è ancora un bene di lusso ma ci si sta avvicinando molto velocemente. E’ questo il destino dell’automobile sempre più alle prese con tasse, accise, tariffe assicurative e strisce blu.
Le strisce blu, il pagare il parcheggio del suolo pubblico solo per permettere all’Ente di fare cassa mi sembra simile ai banni feudali, quando il feudatario riceveva dall’imperatore il diritto di imporre una tassa ad esempio per chi passava sul ponte che permetteva di entrare in paese, oppure di pagare una tassa per ogni pagnotta cotta nel forno del feudatario che aveva il monopolio del forno.
Le strisce blu mi ricordano anche la famosa canzone di Rino Gaetano che è sempre attuale: “Chi vive in baracca, chi suda il salario, .chi ama i sogni di gloria.. chi mangia una volta (al giorno aggiungo io).., chi tira al bersaglio, chi regna sovrano, chi suda, chi lotta, …chi gli manca la casa, chi prende assai poco… Ma il cielo è sempre più blu.” Poi si potrebbe continuare visto il periodo: “Chi vuole l'aumento, chi gioca a Sanremo, chi copia Baglioni”. Ma a chi giova imporre un simile balzello?
Sicuramente non ai commercianti, visto il periodo poco felice con la crisi che erode gli stipendi come un vorace Cormorano”. Forse c’è come dice Rino Gaetano: “Chi ha scarsa memoria!” Ma in Comuni limitrofi chi aveva introdotto tale strisce poi è stato “trombato” alle successive elezioni perché siamo cittadini e non sudditi e sappiamo bene che per”Chi ha torto o ragione… chi gioca col fuoco… che il cielo è sempre più blu!” Na na na na na na na na na na... (blog di Giorgio Cortese).











