Invadere a ramengo!

dal blog di Giorgio Cortese

La parola invadere significa occupazione, penetrazione, diffusione. Il lemma deriva dalla voce latina invasio e derivare giunge in italiano dalla parola composta in, contro e vadere, andare. Dal significato originario di andare contro, oggi la parola invadere evoca il tracimare nei confini di uno stato vicino, con la conseguente penetrazione e poi occupazione, più o meno duratura ma sicuramente foriera di guerra e di dolore e lutti per i civili che li Vi abitano.

La curiosità della parola invadere è che dal participio passato di invadere abbiamo la parola invaso, ma sicuramente non nel senso dell’afflusso delle acque a un serbatoio o ad altra opera idraulica, come canale, bacino, oppure la capacità di un serbatoio, naturale o artificiale, con riferimento sia al volume di acqua effettivamente contenutovi. Oppure la parola invasato che vuole dire in giardinaggio messo in un vaso ma anche in floricoltura, non è poi così suggestiva se viene riferita ad una persona ossessa, che raffigura persona poco lucide in preda a passioni furiose e cieche, sentimenti incontrollabili. Come vediamo la parola composta invadere è variegata nelle sue coniugazioni.

In italiano poi il verbo andare viene usato in molti modi di dire, dall’andare a fagiolo, quando il progetto ci soddisfa pienamente., insomma andare a gonfie vele, procedere bene a vele spiegate. Con la concordia se la persona vanno d’accordo si dice andare a braccetto e poi andare per la via battuta, andare sul sicuro. Il rischio è andare a ramengo, che all’origine del modo di dire era Aramengo, comune collinare nella provincia di Asti al confine con quella di Torino. La particolarità di questa località piemontese risiedeva nella presenza di un luogo di detenzione, nel quale venivano confinati quanti avevano commesso dei reati patrimoniali. Aramengo è dunque diventato nel tempo il sinonimo per indicare un fallimento economico, una località da evitare a tutti i costi se non si voleva fare una prigionia in carcere. Lo stesso toponimo Aramengo deriva dal termine latino «ad ramingum» e intendeva sottolineare l’allontanamento, il confino.

La guerra è brutta e inumana ma chi inizia l’invasione corre il serio rischio di andare a catafascio, o meglio andare a Patrasso, andare in rovina. Il detto deriva dalla corruzione popolare della traduzione latina di una frase della Bibbia, «ire ad patres», cioè «andare a raggiungere gli antenati», e quindi morire. Quindi nessun legame con la cittadina greca di Patrasso. Andare vitello e tornare bue, il despota ha iniziato l’invasione con grandi aspettative ma finirà deluso rischiando di andare a picco.

Mi fermo qui, perché a forza di scrivere rischio un andare per rane, divagarmi e perdere il filo del discorso se prosegue il mio andare in oca, il confondermi rischiando di dimenticarmi qualcosa. (blog di Giorgio Cortese)