Il malvagio filo dell'odio

Oggigiorno c’è una crepa in tutti i paesi del mondo, una crepa che sembra a volte sepolta dalla storia ma poi con la crisi che morde esce con il suo rosso filo di sangue. Mi riferisco all’astio e l’odio per “loro”, la contrapposizione “tra noi e loro” che spesso viene alimentata da certi governi sia democratici per non parlare di quelli autoritari dove ne diviene addirittura religione di Stato.

Questo astio e odio per “loro”, per il diverso genera la violazione dei diritti umani, la diffidenza verso gli altri, migranti, omosessuali, donne, minoranze etniche. Verso di loro cresce un puro clima di odio, alimentato da un malcontento sociale diffuso, con il crescere di persone che con sempre più in difficoltà ad ottenerei servizi fondamentali come il cibo o le cure mediche e la “loro” concorrenza nel mercato del lavoro. Ecco che allora si vedono “loro” come concorrenti alimentando l’odio.

Adesso il clima di odio ha alzato il livello in maniera preccupante con la campagna elettorale in corso, dove vari leader alimentano la paura dell’altro, del diverso, e fanno accrescere l’odio razzista xenofobo. In questo linguaggio ostile, tornano a risuonare parole superate dalla storia e da questa bocciate senza appello come: “fascisti, comunisti”, mi sembra di rivivere gli anni dell’adolescenza quando leggevo sui giornali scontri tra neri e rossi, le botte e le coltellate per la strada e anche l’uso di armi da fuoco nei cortei. Oggi questi piromani dell’odio ritornano ad imbrattare i muri con svastiche e falci martello su targhe che ricordano la memoria viva di martiri della democrazia.

Ritorna l’insulto e l’aggressione ai tutori dell’ordine che difendono la sicurezza di tutti noi, mettendo ogni giorno a rischio la loro incolumità con stipendi davvero bassi. A chi difende la democrazia va la mia profonda gratitudine, a loro Onore autentico in mezzo a tanto dis-onore autoproclamato. (blog di Giorgio Cortese).