
Certo al duetto pentastellato deve essere sembrata un’ideona, riadattare una poesia, cambiare le parole ma conservare sempre le solite invettive contro la casta e contro chi non la pensa come loro. Prima di tutto, il linguaggio della poesia: «Considerate se questo è un uomo...» è tratto dalla Bibbia e svalutarla in uno slogan mi sembra proprio meschino. Ma forse il duetto pensa che questo possa fargli comodo esasperando la situazione politica, creando solo e sempre delle sterili polemiche per nascondere il nulla cosmico che fino adesso hanno fatto.
E poi l’immagine che è stata postata con uno squallido fotoritocco, mi riferisco alla foto dell’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz, sul quale troneggia la famigerata scritta Arbeit macht frei, a sua volta storpiata in P2 macth frei. Allora il lavoro rendeva liberi. Adesso sarebbe la loggia segreta che finge di donare la libertà, non il lavoro. Mi auguro che sia solo una becera provocazione e che non pensi realmente che la nostra condizione attuale sia paragonabile a quella di un ebreo del 1944 in Germania e nelle terre occupate dai nazisti.
Il suo modo di distorcere il passato a colpi di click mi fa pensare ad un pensiero bolso. Lemma che deriva dal latino vulsus, participio passato di vellere, schiantare. Si dice bolso chi, respirando male, tossisce e si trascina spossato, debole. Il fumatore in cima alla salita, l'allergico in primavera, il cavallo vecchio. Questa parola trova poi una meravigliosa rispondenza fra suono e significato estensivo di gonfio. Infatti il suono “bolso” rende subito l'idea di qualcosa di tronfio e sfiatato, di enfatico e asmatico, di stentoreo privo di nerbo, vacuo.
Insomma lo stile del duetto mi pare sempre di più balbettante con insensatezze altisonanti dove si cerca di sostenere una visone della storia che forse esiste solo nel blog. Dove non c’è nessuna differenza, perché le differenze sono una seccatura del passato, che una visione colpevolemente distorta del web permette di eliminare a colpi di clic e nessun rispetto per le sofferenze subite dagli altri.











