
Il curling, detto anche bocce su ghiaccio, è uno sport di squadra nel quale si gioca sul ghiaccio con pesanti pietre di granito levigate, dette semplicemente pietre, Stone in inglese, dotate di un'impugnatura. I giocatori, suddivisi in due squadre, fanno scivolare queste pietre su un pavimento di ghiaccio verso un'area di destinazione, detta casa, contrassegnata da tre anelli concentrici. La parola curling appare per la prima volta in una stampa del 1620 a Perth, nella prefazione in versi di una poesia di Henry Adams on. Il gioco era noto anche come The Roaming Game, il gioco che ruggisce, a causa del rumore caratteristico prodotto dalle Stone che scorrono sul ghiaccio.
Il nome curling non è altro che il verbo, to curl, utilizzato in inglese per descrivere l'andamento curvilineo del percorso della Stone, pietra. Nel passato le Stone, pietre, erano semplicemente sassi di fiume a fondo piatto, a volte dentellate o di forma irregolare. I giocatori, a differenza di oggi, avevano scarso controllo sul sasso, e si basavano più sulla fortuna che sull'abilità o sulla strategia.
Si racconta che a Darvel, in Scozia, i tessitori si rilassassero giocando a curling. Le Stone usate erano i pesi di pietra dei filatoi, dotati di un manico staccabile. Fra una partita e l'altra, più di una moglie teneva la maniglia in ottone del marito per le Stone da curling, lucidata fino a brillare, sulla mensola del caminetto. Le sue origini si perdono in secoli lontani, ma generalmente l'invenzione di questo gioco viene fatta risalire al XVI secolo, in Scozia. La datazione è confermata da un ritrovamento, avvenuto durante il drenaggio di un antico stagno a Dunblane, una cittadina situata nella parte centrale della Scozia: una grossa pietra di granito, grezzamente sbozzata, con sopra inciso "STIRLING 1511" e per questo divenuta famosa come la Stirling Stone. Il gioco doveva essere in realtà già diffuso nella prima metà del 1500 in nord Europa se in due famosi dipinti di Pieter Bruegel il Vecchio sono immortalati alcuni contadini olandesi intenti a giocare sul ghiaccio con delle pietre. Il gioco, nato in Scozia, in principio, si faceva scorrere una pietra, Stone, il più lontano possibile. Poi si passò a cercare di lanciarla fino ad un punto prestabilito, puntando non più sulla forza bruta, si lanciavano pietre di granito, pesanti più di 40 kg., ma sulla precisione. Come si può facilmente immaginare il Curling richiama il famoso gioco delle bocce, in specifico nel libero, quello su ghiaia battuta. Nonostante il passare dei secoli e l'introduzione di innovazioni tecniche, questa disciplina ha mantenuto invariato il suo antico stile di gioco.
Tornando al gioco le due squadre, ognuna composta da quattro giocatori, lanciano a turno le pietre con un effetto detto curl, roteare in inglese, grazie al quale la pietra percorre una traiettoria curvilinea. Ogni squadra ha a disposizione otto lanci per ogni intervallo di gioco, detto end, in cui ogni giocatore lancia due pietre. Lo scopo del gioco è di accumulare, nel corso della partita, un punteggio maggiore dell'avversario. I punti si calcolano in base al numero di Stone più vicine al centro della casa alla conclusione di ogni mano. Una mano si completa quando entrambe le squadre hanno lanciato tutte le proprie pietre. Un gioco può essere costituito da dieci o da otto mani. La traiettoria curvilinea può essere ulteriormente influenzata dall'azione delle scope da curling, che vengono usate per abradere la superficie del ghiaccio di fronte al sasso alterandone le caratteristiche. Strategia e gioco di squadra determinano il percorso ideale e il posizionamento della pietra in ogni lancio; il compito della squadra è far sì che la pietra arrivi nel punto desiderato. Per la strategia e la tattica applicata questo sport è soprannominato «scacchi sul ghiaccio».
In Italia nel 1953 il FISG, Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, riconosce il curling come attività sportiva. Il Curling ebbe successo in Italia come disciplina alternativa, che permetteva ai villeggianti di diversificare la loro voglia di neve. Per questo la culla di questo sport nella nostra penisola è Cortina, la perla, delle Dolomiti, che importò nel nostro paese la disciplina per rendere ai loro ospiti più gradevole la vacanza. Oggi con la medaglia oro a Pechino, parafrasando l'indimenticabile Gian Pier Piero Galeazzi nel 1988 alle Olimpiadi invernali di Calgary che dopo la storica doppietta di Tomba «la bomba» disse che gli italiani potevano gridare con orgoglio la celebre frase «Siamo tutti dei grandi sciatori». Da oggi siamo tutti lanciatori di pietre. (blog di Giorgio Cortese)








